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Le sette scimmiette impazzite 868 a Giacomo Leopardi

Nell’immane dolor del mio Casto pensi ero

Ritrovo lo sdegno castigato

del tuo insano infantile morire

nel tuo affogare naufragato fra le lacrime ed i misteri in muti


L’umanità Delle cose sovrumane in disumani accordi

Non sono immune di sa cor dandomi da questa fanfara in erba


separando dal loro creato in creato incantatore

M’incanto

nel giubilo vocio del mio corpo in fame


Ancor che ancorato in aspra mente


al tuo cosi giovane spirito in un divagato corpo così spento

fra le pietre di monti saltellanti in baldanzose rocciose


Guardo attonito il fuoco danzante


Di un cespuglio di Ginestre rampicanti in edera

Luminosamente infelici o mio splendido Etere


Felici soltanto nella mia vecchissima eterea Quercia vestale


nell’infinito sguardo finito


di accecanti Stelle Sordomute!!!!

 

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