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La chitarra (a F. G. Lorca)

Non senti il suo odore di pioggia africana
senza abbracciarla come l'amassi
lungo il collo e attorno ai fianchi.
Non vedi che a ogni nota sanguina e lacrima
nelle vene e dentro al corpo,
prigione o rifugio
di lamenti dolci e pianto.
Dolore
è lasciarsi toccare,
tristezza
il palpito estremo
di un frutto acerbo e già estinto.
Dolcezza
è il vibrare
di fili d'argento
al canto primitivo
di un cuore sempre aperto.

 

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