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Stupendo

Voglio sentirti cantare urlare abbaiare. Ridere. Scherzare col mondo, lanciare complicità a chi è vicino, a chi è lontano e a chi vuole scappare dal resto. Da quell’universo che ora non conta, spazio di ciò che c’è ma non esiste ormai più. Siamo spersi in un posto, chissà quando, chissà dove, per quanto ancora e soprattutto perchè. Tu lo sai? Nemmeno io. Non resta che smettere di chiederselo, scivolando nella tenerezza, leggera ipotesi di chi ascolta il silenzio. Spazio di ciò che esiste, ma ora non c’è. E allora, qual’è la verità? Di cosa,è composta, la luce che, istintivamente, rende, le palpebre balbettanti? Cosa rende sempre nuova l’incertezza di un risveglio? E muove la danza composta dei miei respiri e cosa scioglie un canto nell’aria? Le tue parole, i miei sguardi, i passi di papà. Raggi in un cielo dubbioso. Le carezze di mamma. Calde. Lei non diceva nulla, comunicava l’essenziale. Che ci voleva bene, che forse sarebbe stato diverso da prima, che ci amava, tanto da insegnarci a giocare su un deserto di curiosità. Aveva capito, da sempre, di averci donato un diritto, alla vita, la sola per ora, e poi tu, lo sai come sarà?

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