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Storia dell'uomo maschio (a Federica)

Non parlo d’amore
ne di volte stellate
di profumi di pelle
di gesti d’amore
di teneri sguardi.

Parlo di morte
da sempre data
dagli uomini maschi
alle donne, bimbe, mamme,
basta che siano femmine.

Parlo dell’odio,
del rancore,
dell’invidia,
alle portatrici
della genesi.

Parlo della forza
contro il diritto
di essere amore,
vessazione e tirannia
l’unico credo.

Parlo dei potenti tutti,
del clero di ogni religione
e di coloro che ciecamente
seguono il loro dettato,
predominio dell’uomo maschio.

Parlo per chi come me
odia per amore
odia l’uomo cieco
odia la meschinità
del potere
temporale e spirituale.

Di secolo in secolo,
nei secoli dei secoli,
nei secoli bui o illuminati
pregando gloria al padre
e uccidendo la Madre.

 

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0 recensioni:

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35 commenti:

  • augusto villa il 16/11/2008 22:49
    Sì... Bravo Michelangelo!... e grazie alle donne... per la pazienza dimostrata!...
  • claudia checchi il 17/09/2008 16:47
    molto bella i mei complimenti... ciao..
  • Ajeje Brasorv il 21/08/2008 22:49
    è poco musicale
  • Rosella Ardesia il 29/07/2008 20:08
    davvero complimenti!
  • Michelangelo Cervellera il 25/07/2008 16:38
    Caro Aldo, per quanto mi riguarda non sono assolutamente cieco ne sordo a tutte le problematiche che rendono l'essere umano schiavo in ogni momento I vari media ci fanno vedere/ascoltare solo quello che fa più comodo, infatti se un'extracomunitario, (esclusi americani, svizzeri e il vaticano, ovviamente) violenta, investe, ruba o quant'altro se ne parla per giorni e giorni e s'invoca la pena di morte, è di qualche giorno fa la notizia di un italiano ubriaco che ha investito e ucciso un marocchino, ma non è stato condannato, neanche ai domiciliari, in fondo il morto era solo un marocchino.
    Credo di avere la capacità critica di leggere oltre le righe di quello che ci dicono (in fondo non è così difficile).
    Per le morti sul lavoro, secondo me puri omicidi, ho scritto qualcosa e se hai tempo leggi "gente da niente", "il soldo e la morte", " .. e non resta nulla".
    Il discorso è molto complesso e comunque non intendevo contrapporre l'uomo alla donna in una sorta di guerra, non lo farei mai, ne tanto meno criminalizzare gli uomini, in fondo anch'io ho cromosoma XY.
    Un caro saluto,
    Michelangelo
  • Ivan Bui il 25/07/2008 14:07
    ... se le opere si giudicano dall'interesse che muovono... mi limito al plauso, non credo che una poesia possa sostituirsi a una analisi sociologica, alla ricerca delle diversità, ecc.. I versi colpiscono dove l'emozione ti porta e in questo caso non si può che dire: BRAVISSIMO.
    PS. Il modo con cui vengono commentati e fatti vivere questi drammi (vedi Cogne) rischia di innescare processi pericolosissimi, pertanto ben venga una denuncia in più ... gli uomini (intesi come maschi) non si risentiranno.
  • VINCENZO ROCCIOLO il 25/07/2008 14:01
    Non so perché ogni volta che chiudo una parentesi viene un emoticon, ma purtroppo è così. NON L'HO MESSO IO!!!!!
  • VINCENZO ROCCIOLO il 25/07/2008 13:59
    Sai Aldo cosa non accetto della tua impostazione? Che tu vedi tutto come una battaglia: sesso contro sesso. Non è di questo che stiamo parlando, Aldo. So anch'io che ci sono i morti sul lavoro, e che la maggior parte sono maschi, ed è un problema gravissimo, del quale non credo che la stampa o i media in generale non si occupino (forse se ne occupano poco i nostri politici, ma questo è un altro discorso). Tu dici che "gli uomini parlano solo a favore dell'altra metà del cielo", ed io ti rispondo: sì, caro Aldo, sì quando stiamo parlando di donne che sono vittime della violenza e della sopraffazione degli uomini: non è autolesionismo, ma solo il riconoscimento del fatto che gli uomini non hanno alcun diritto di violentare, stuprare, ammazzare le donne. E la storia ci insegna che sono state milioni le donne sottoposte a queste assurde violenze. Il sesso è bello quando è condiviso, quando c'è una comune passione che spinge a tutto quell'insieme di gesti che definiamo rapporto sessuale, non quando c'è la sopraffazione di uno sull'altro, perché questa si chiama violenza sessuale.
    Io credo che stiamo ragionando su due piani diversi, e ti invito a non vedere tutto come una lotta maschi contro femmine, ma come una collaborazione comune a cercare di eliminare il più possibile i mali dal mondo (violenze, stupri, omicidi, guerre, fame, carestie, malattie, povertà.
    Non dobbiamo essere due parti in lotta tra di loro, ma una sola parte in lotta contro tutti questi mali che affliggono l'umanità.
    Ti saluto con affetto, Aldo.
  • VINCENZO ROCCIOLO il 25/07/2008 13:16
    Concordo perfettamente con te, Michelangelo. Io credo che Aldo abbia frainteso, perché la tua poesia non parla delle differenze nelle varie epoche storiche tra uomini e donne, della divisione di ruoli all'interno delle varie società, bensì dell'atteggiamento che gli uomini (o almeno la maggior parte di essi) hanno sempre avuto, da che mondo e mondo, di considerare la donna una preda, un essere inferiore da sottomettere, da tiranneggiare, spesso da ammazzare. Come non pensare ai tanti casi che la cronaca ci offre tutti i giorni? Come si fa a non vedere che quasi sempre le violenze e gli omicidi sono commessi, a parte gli omicidi di mafia, da uomini nei confronti di donne?
    Con la tua poesia tu hai descritto con versi lucidi, semplici ed efficaci questo dato di fatto, ed io, che ho sempre amato le donne, concordo pienamente con te, e sono vicino a loro, alle donne che hanno sofferto e che ancora soffrono per colpa di uomini che mi vergogno di definire tali.
    Un caro saluto a te e un abbraccio a tutte le donne.
  • Ugo Mastrogiovanni il 23/07/2008 09:44
    Il bullo, il prepotente, il sapientone di oggi era il “vir” di un tempo, da non confondere con l’homo; con la differenza che il vir era anche un eroe, un buon padre, un tenero amante e che spesso combatteva per la sua donna! Credo che Michelangelo Cervellera nei suoi encomiabili versi si riferisca al secondo soggetto, visto nel vero significato della parola, quello dispregiativo
  • Adamo Musella il 22/07/2008 21:24
    La tua è denuncia, una voce laica che raccoglie un dolore e lo trasforma in parole su cui le nostre anime convergono tutte incluse anche quelle che da credenti amano Dio e riconoscono una Chiesa prodiga di amore e poco incline al potere. Caro Michelangelo sei un vero intellettuale capace di far nascere discussioni positive invocando poesia. Bravo, bravo ciao
  • Marta Niero il 20/07/2008 18:41
    Sì, Miche... hai scritto una grande verità, sia nelle tue parole di commento che nella tua opera.
    sei sempre di grande sensibilità
    baci
    M
  • Anonimo il 18/07/2008 19:37
    Complimenti Michelangelo...
    comprendo perfettamente quel tuo dir MASCHIO...
    NON NECESSARIAMENTE UN MASCHIO è CAPACE DI ESSERE UOMO...
    infatti i maschi sono quelli che tu hai descritto...
    l'uomo è tutto un'altra cosa... per fortuna ne esistono ancora tanti...
    uno tra questi tu...
    Il finale della poesia mi ha proprio toccato...
    ciao Michy
    Angelica
  • Michelangelo Cervellera il 16/07/2008 22:51
    Ciao Aldo, raramente rispondo ai commenti sui ciò che scrivo, mi piace leggere quello che gli autori del sito pensano di ciò che pubblico siano essi negativi o positivi, come tutti scrivo per comunicare ciò che provo, i miei sentimenti, la rabbia, l’illusione.
    In questa ultima mia mi riferisco all’uomo “maschio” , colui che pensa solo perché, appunto maschio, possa disporre a suo piacimento delle persone più deboli e sottometterle sia fisicamente che psicologicamente.
    So bene che la storia è strapiena di morti, vero che le guerre combattute le hanno sempre fatte gli uomini e ne sono morti a milioni molto spesso solo per difendere o conquistare il potere dei loro signori, (siano essi individui o gruppo di potere), ma le donne rimaste a casa, se i loro combattenti perdevano diventavano bottino dei vincitori, non più essere umani, solo merce di piacere e di scambio in fondo la donna non è mai stata considerata un essere pensante. Non penso di avere ragione solo dal punto di vista squisitamente femminile, se avessi scritto (come ho fatto in altre occasioni) delle violenze sui bimbi, avrei ragione solo dal punto di vista “infantile”? Oppure sui morti del lavoro? Punto di vista operaio?
    Sai bene anche tu che non è così.
    Il problema eterno è che la cultura che tutti abbiamo avuto è sempre stata una cultura maschilista,
    basta pensare che se l’uomo tradisce la sua donna si dice che l’uomo è cacciatore, oppure una scappatella, se lo fa la donna è troia.
    Con questo non penso che tutte le donne siano angeli, ma sicuramente buona parte degli uomini pensano di essere “machi” e ciò alla fine produce individui che pensano di avere il diritto di usare violenza su di esse.
    Ovviamente è un discorso complesso e la cultura dell’uomo forte non ha fatto violenza solo sulle donne, ma ha sparso sangue, terrore, ingiustizie in ogni essere umano.
    Ma questa mia è stata dedicata all’ultima persona uccisa da un “macho”, ed era una donna.
    Grazie per averla letta e per il tuo commento. A rileggerci,
    Michelangelo
  • terry Deleo il 15/07/2008 17:28
    I versi di Nelida stanno proprio bene vicino ai tuoi, tu, uomo speciale.. vicino al dolore delle donne. Onorata d'averti conosciuto. terry
  • Anonimo il 14/07/2008 17:15
    L’UOMO DIETRO IL TELESCOPIO

    È estate:
    solitario
    osservi le stelle
    nel limpido cielo
    attraverso il telescopio,
    da sempre
    passione umana inesauribile

    È notte fonda nel tuo guscio
    da dove pensi di vedere tutto
    mentre Giove danza per te solo
    in questa notte speciale
    nel mare del silenzio
    cullandoti nel primo quarto di luna

    Di fronte a te
    la bellezza del creato
    uguale per tutti
    non commenti le altre stelle,
    quelle a te più care, taci,
    loro sanno chi sei e tu sai
    infallibile guerriero
    sopravvissuto a diversi uragani
    Ulisse eterno in te
    decidi, sentenzi, ammonisci,
    condanni, ridefinisci, puntualizzi
    minacci ed elimini con un sol colpo
    uomo tutto d’un pezzo, diamante puro
    non tolleri le scivolate morali
    altrui
    quelle le donne le pagano fino in fondo
    gli uomini meno, molto meno

    Non permetti più, mai più,
    gli altri permettono, donano,
    tu lasci aperti tutti gli scenari
    lo spettacolo deve continuare
    il tutto e il contrario di tutto
    si vince si perde si rivince
    in eterno
    mentre una stella ingenua e infantile
    si spegne lentamente
    chiedendoti mille volte perdono
    con la sua flebile voce
    uguale alla mia
    ribelle

    Osservo impotente
    anch’io stella instabile
    ingenua, infantile, solo stella
    almeno così mi pare
    mentre Giove continua a splendere
    lassù in alto dove rimane silenzio
    e la bellezza della luce divina
    sorride di noi e lascia fare

    Scusami Miche l'Angelo se mi sono permessa di infilare nel tuo prezioso spazio questa mia, ma mi para stia bene qui, per ora...

    Dura, ma ci sta tutta, la tua... nella normalita' della quotidianita'... sempre... in ogni luogo, anche in meno sospetti... anche quando all'apparenza c'e' un sorriso... dietro quel sorriso a volte si nasconde la follia che non risparmia nessun ceto sociale...
    Grazie per averla scritta.

    Un abbraccio
    nel
  • Maria Lupo il 14/07/2008 00:55
    Non ce l'ho fatta a leggere gli articoli su Federica, da tempo rifuggo dall'approfondire queste notizie, per paura e per rabbia. Ma ti ringrazio a nome di Federica e di tutte le donne di cui hai così ben rappresentato la condizione, vittime "di morte sempre data dagli uomini maschi".
  • Dolce Sorriso il 11/07/2008 22:45
    anc'io sono daccordo con ognuno di loro,
    è un'onore leggere le tue poesie,
    fantastico...
  • Cinzia Gargiulo il 11/07/2008 15:06
    Non ci sono parole Michelangelo per commentare, posso solo dire che questa poesia penetra nell'anima provocando un grande dolore.
    Un forte abbraccio...
  • mariella mulas il 11/07/2008 13:10
    Sì, è bellissimo il tuo pensiero.. accolgo ogni parola.. e piango al pensiero che possedere è violenza e morte sulla vita che nasce per amare.

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