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la morte bianca di un indiano

Mia anima aveva ancora speranze,
allora rimasto nel angolo della cascina
ad aspettare il mio respiro riprendere
Mio corpo affaticato,
Ma ancora non morto,
hanno alzato i bracconieri
fuori dei cancelli e campi.
accanto ad un filare di alberi,
sulla strada biancha senza nome,
Mi hanno lasciato ancora vivo.
Ma per poco.
Mia anima sapeva,
Basta un po’ di acqua
Un po’ di vento con l’ombra
Io avrai ripreso la mia vita
Ma il buon dio e misericordioso
aveva fiducia negli padroni,
Impresari ricchi e imprenditori dotati,
come fanno sapere dei corpi,
senza il respiro e senza le anime.
Ma sulla strada bianca,
morire sono stato io.
Nessuno inchinato dove io giacevo.
La mia anima povera,
Non sapeva più di essere la mia
Il mio corpo,
Faticato e inutile,
Non sapeva di essere stato il mio.

 

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6 commenti:

  • lupoalato maria cannavacciuolo il 24/09/2008 16:37
    mi ha ipnotizzato questa tua poesia molto particolare... su cui perdersi
  • Dolce Sorriso il 20/07/2008 21:39
    ora sò perchè mi vengono i brividi quando leggo le tue opere,
    esprim così tanto da riuscire a trasmettere le tue emozioni.
    bravo
  • Anna G. Mormina il 18/07/2008 12:03
    ... ho sentito di questa vicenda e mi ha sconvolta!
    ... mi ha molto disgustata il comportamento di quei "Signori" che lo hanno trattato peggio di un cane!... ma il buon Dio è misericordioso!
  • Raju Kp il 17/07/2008 23:48
    dedicata a Vijai Kumar Indiano di 44 anni, morto di troppo lavoro e fatica in un campo a viadana
  • Vincenzo Capitanucci il 17/07/2008 10:16
    Meravigliosa anima... a cui basta.. acqua e vento... per rinascere... dategli il nome che volete a questo corpo... uno vale l'altro nel profondo Io..

    io caro Amico... ti chiamo.. RajuAnanda... avrei anche potuto chiamarti Ganesh...
    è solo l'amore che ci unisce e ci divide... e l'Amore è... eternità...

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