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Piazza vecchia (Bergamo)

Caro scalone quanti ricordi,
ti ho quasi consumato
con i miei saliscendi di fanciullo.

Cara pietra d'un balcone,
dove i nonni s'affacciavano
cercandomi invano.

La mia fontana dei leoni,
quante cavalcate sulla loro groppa
aggrappato alla criniera.

Come poter scordare il nonno
che con due lire mi riempiva di grano
le paffute manine,

quanti colombi giungevano a me,
quante corse su quei ciottoli,
quanto affanno al povero nonnino.

Vivo ancora il suo ricordo in me,
quanto bene mi voleva,
gli occhi suoi dolci ancora ho qui davanti,

giorni felici,
chiusi nel forziere del mio cuore,
per non dimenticare l'amore.

 

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3 commenti:

  • sabrina balbinetti il 20/07/2008 22:38
    comunque bella poesia. sabry
  • sabrina balbinetti il 20/07/2008 22:37
    sono i ricordi di una serena infanzia le cose più belle che ci fanno stare bene.
    Peccato per tutti i bambini a cui l'infanzia è stata rubata
  • Vincenzo Capitanucci il 20/07/2008 18:37
    Dolcissimo forziere... dalle mille perle in ricordi... giorni felici.. giorni nonni.. di una volta...

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