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BAMBINO DI BESLAN

Stringevi forte quella mano, quella mattina;
quella mano che tante volte ti aveva accarezzato,
dato da mangiare, messo a letto: la mano di tua madre.

Era il tuo primo giorno di scuola;
tanti bambini, come te, mano nella mano,
aspettavano di fare una gran festa.

Le maestre, sorridenti, aspettavano i loro nuovi bambini,
i nonni, orgogliosi, guardavano felici i loro nipotini.

Non credevi che esistessero davvero gli orchi delle favole,
non credevi che ci fossero veramente gli uomini neri,
ma ora sono lì, con i fucili, che urlano, imprecano, sparano.

Hai visto la gente cadere, calpestarsi,
hai visto tanti bambini nudi piangere in silenzio,
hai visto il sangue, tanto sangue,
i corpi ormai immobili, gli occhi sbarrati;
quella mano che prima ti stringeva ora è lì,
inerte, bianca, non ti accarezzerà mai più.

All'improvviso le urla, una porta si apre, il fumo;
corri, nudo e scalzo, come tanti altri, verso la libertà.
Ma la donna nera è lì, come una piovra con i suoi tentacoli;
ti vede, ti insegue, ti spara, cadi a terra...
ad un passo dalla libertà.

Ora sei lì, in quella bara bianca,
a ricordare a tutti la stupidità umana,
la crudeltà, la bestialità.
Maledette le bandiere insanguinate dall'odio,
maledetto il petrolio, simbolo dell'avidità umana,
maledette le religioni quando incitano all'odio e non all'amore.

Ora sei nel vento, come diceva una vecchia canzone,
a ricordarci le tante Auschwitz che ci sono ancora nel mondo,
mentre noi continuiamo a chiederci
quando sarà che l'uomo smetterà di uccidere i suoi fratelli.

Io sono lì con te, come milioni di altri uomini,
a piangere e a chiederti perdono
per il mondo che ti abbiamo fatto trovare,
quel mondo che hai appena sfiorato in punta di piedi,
quel mondo spietato e crudele che ti ha tolto la vita.

Addio bambino di Beslan.

6 settembre 2004

 

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0 recensioni:

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17 commenti:

  • Anonimo il 23/09/2008 15:12
    Eccola,
    dolorosa rileggerla...
    ma è giusto per non dimenticare..
    io continuerò ad urlare... anche contro il vento...
    ma urlerò.. finchè avrò voce e fiato...
    un abbraccio
    Angelica
  • Dolce Sorriso il 23/09/2008 15:09
    alcune volte leggendo delle poesie,
    la mia pelle prova brividi strani,
    una di queste è la tua
    bella
  • Vincenzo Capitanucci il 29/08/2008 10:04
    Purtroppo vengono ancora fracassati disgustosamente... tutti i giorni.. i crani dei bambini della cosidetta Babilonia..

    Una bandiera di morte...
  • Anonimo il 29/08/2008 09:33
    Quante altre "Aushwitz" dovremo vedere prima di capire? Potremo mai capire? Su quante altre "bare bianche" dovremo piangere, prima che tutto questo finisca? Prima che l'uomo smetta di essere il peggiore di tutti gli animali e impari a rispettare i suoi compagni, i suoi fratelli dal più piccolo al più grande?

    "Maledette le bandiere insanguinate dall'odio,
    maledetto il petrolio, simbolo dell'avidità umana,
    maledette le religioni quando incitano all'odio e non all'amore"

    Maledetto tutto questo se come pegno richiede la vita di un innocente...

    Commovente Vincenzo, davvero commovente... Nella sua drammaticità fa riflettere...
    A dir poco, stupenda!
  • sara rota il 21/08/2008 07:17
    Poesia davvero triste e malinconica... purtroppo si sa che a volte la crudeltà dell'uomo "dona" ingiustizie a chi colpe non ha. Si spera solo che la morte di questo bambino sia servita a qualcosa, ma da come vanno le cose in alcune parti del mondo, non credo proprio...
  • Cinzia Gargiulo il 20/08/2008 23:59
    Stupenda! ..."Quando sarà che l'uomo smetterà di uccidere i suoi fratelli"...
    Finchè ci sarà sete di denaro e di potere purtroppo non si smetterà ma noi abbiamo il dovere di provare a fermare simili atrocità o almeno di chiedere perdono per il male che altri uomini fanno nei confronti dei loro fratelli.
    Giovanni Paolo II fece scrivere in occasione del Giubileo del 2000 un documento intitolato "Noi ricordiamo:una riflessione sulla Shoah" allo scopo di chiedere in prima persona lui, ma a nome dell'umanità intera, perdono agli ebrei per il genocidio subito. Le colpe di questo tipo ricadono sull'umanità e in Teologia si parla di peccato strutturale perchè non compiuto dal singolo ma da tanti. Con quel documento il Papa ci ha fatto capire proprio l'importanza di chidere perdono per fatti gravi come questi anche se non abbiamo agito in prima persona.
    Tu chiedendo perdono al bambino di Beslan hai fatto la stessa cosa ed io mi unisco a te con immensa vergogna nel cuore per il crimine commesso da altri nostri fratelli.
    C'è tanta Luce dentro di te Vincenzo!
    Grazie per queste tue belle parole che ci invitano a non dimenticare.
    Un abbraccio...
  • nicoletta spina il 30/07/2008 23:50
    Sono commossa per queste tue parole, e indignata per quello che è stato. Giusto ricordare, la memoria non deve essere perduta. Complimenti a te e... un forte abbraccio
  • sabrina balbinetti il 30/07/2008 22:14
    veramente toccante lascia di pietra il lettore per la sua impotenza... bravissimo
  • Anonimo il 30/07/2008 21:10
    Una poesia per non dimenticare..
    Commossa nel ripercorrere tutta questa crudeltà, ti faccio i miei complimenti...
    Anche se serve a poco, sono anche io li, ad urlare il mio sdegno, e sono lì a piangere e a chiedere perdono per avervi fatto trovare un mondo così spietato...
    Bravo Vincenzo
    Ciao
    Angelica
  • Anna G. Mormina il 30/07/2008 11:55
    "Io sono lì con te, come milioni di altri uomini, a piangere e a chiederti perdono..."
    ... un giorno, finirà mai tutto cio? ... un abbraccio!
  • Vincenzo Capitanucci il 30/07/2008 08:21
    Struggente e dolorosa... Questi Orchi... che non hanno trovato la loro Dea... non potendo nascere in bambini... ne fanno uno strage...

    strage d'innocenti... in tutto il mondo... Auschwitz... continua... in ogni minuto del giorno...è spaventoso...

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