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Il testamento di un clandestino ad Angelo Corbo

Unitemi in me
Sono un clan destino
un illegale
perso
nella sua notte più profonda e buia

Ho fatto un testamento
Sbatto la testa ed il mento
Fra strette insopportabili pareti

morto in asfissia nell'innocenza bambina
nel mare atroce della speranza
gettato sordidamente nelle acque spazzatura

rivivo in dolci illuminate vibrazioni

La materia esiste in onde
O in semplice elementari particelle

È accondiscendente
Al nostro occhiuto paziente volere

In un flusso di luce
Vibrano geometrie
D’una vita perfetta

Intensamente vola il cigno del futuro
Sopra le nostre teste
Sotto i nostri piedi
Ovunque dentro e fuori

basta un Cuore
scolpito con immensa Arte

Fra le preistoriche rocciose rose camuse!!!!

 

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