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Sottobordo

Non trovo parole nuove
per definire questo silenzio;
forse sono quei due occhi chiari
che sbucano dal tunnel metropolitano.
e viaggio ancora
tra le tenebre sotterranee,
raccogliendo fogli fuggiti
da una cartellina stanca.
l'ombrello sgocciola sulle scarpe,
impaziente mi muovo lungo una
linea gialla, che finisce nuovamente
nel buio: sono le 22. Muore sulle
rotaie un grido desiderato.
stridore di freni, m’ingoia l'anima:
come ogni sera, come chi spera
continuamente
leggendo sillabe vane
sopra un sedile consunto.

 

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1 recensioni:

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  • Anonimo il 30/01/2014 02:08
    apprezzata... complimenti.

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