PoesieRacconti utilizza cookie, anche di terze parti, per personalizzare gli annunci. Per informazioni o negare il consenso clicca qui.     Chiudi

5 ANNI

Non ricordo nulla,
una cattedra di professori,
sguardi accigliati e acidi.
Poi l'oblio...

Ho scoperto il futuro ed ho paura.
Mi si è svelato in un attimo,
si è aperto inesorabilmente il sipario.

Ho conservato un diario
perchè sapevo di saper scrivere,
non serve fiato, non c'è espressione.

Nella tasca ho un numero
perchè ho bisogno di chiamare
e sentirmi sempre rispondere.

Ho un chiodo nella testa,
non si può estrarre,
è latenza non memoria.

Ho appeso un quadro
e prego la tranquillità che mi trasmette.

Una volta visto il dopo non riesci a comprenderlo
se il prima non ti appartiene.
Hai necessità di lasciare nell'indomani
immagini e pensieri che hanno permesso di raggiungerlo.
Hai voglia, quantomeno, di concedere lacune
per infilarvisi quando serve
e schivare quel fastidioso vento solare.

Non voglio trattenermi,
la colonia non mi piace.
Troppi meccanismi assassini pieni d'ordini mi minacciano.
Il suolo non è caldo,
non trasmette serenità,
anzì,
è simile ad un immenso laboratorio genetico hi-tech.

Eppure lo desideravo,
ero convinto di trovare la linea rossa,
che, in realtà,
non esiste in nessun luogo,
se non nel tuo occhio malato.

 

0
9 commenti     0 recensioni    

un altro testo di questo autore   un'altro testo casuale

0 recensioni:

  • Per poter lasciare un commento devi essere un utente registrato.
    Effettua il login o registrati

9 commenti:

  • enrico rudoni il 29/08/2008 15:57
    grazie selene! veramente...
  • enrico rudoni il 29/08/2008 15:01
    ciao gigi, la tua era una lettura un po' drastica della mia opera... sono e sono stato più sereno di quello che si possa immaginare. Certamente, ho avuto i miei giorni difficili di solitudine e malinconia, ma quasi mai disperazione.. Hai ragione su una cosa, io faccio l'educatore con ragazzi che hanno molti problemi anche di tossicodipendenza! Ti ringrazio molto in ogni caso e quando vuoi scrivere fallo pure, sarò felice di leggere i tuoi commenti.
  • luigi deluca il 28/08/2008 21:31
    avrei voluto scriverti in privato, comunque la mia impressione è questa, dopo il diploma ti sei trasferito lontano, portando con te un numero di telefono ed un quadro... però la "colonia" non ti da' quel che cercavi...
    un po' troppo amaro, come resoconto giovanile, non vorrei nascondesse una tua caduta in un tunnel ed il successivo impegno in una comunità di recupero... spero di sbagliarmi, o che, comunque tu, ne stia uscendo
    finalmente fuori, nel qual caso, auguri... se ho sbagliato tutto, per favore, correggimi e fatti conoscere meglio, ciao, gigi
  • Nicola Saracino il 07/08/2008 18:39
    Non sono d'accordo con Alberto. Qui il contenuto si svela attraverso lo sciogliersi dei versi, non è preesistente al gesto di afferrare la penna. È poesia, c'è l'essenza della sobrietà nel suo faticoso darsi forma
  • enrico rudoni il 05/08/2008 18:25
    avevo bisogno di versi perchè l'inquietitudine era tanta...
  • alberto accorsi il 04/08/2008 16:11
    Un po' troppo lunga in relazione al "contenuto"
  • francesco sobberi il 04/08/2008 12:47
    la sento come una poesia fortemente surreale, dove i 5 anni sono qualcosa di pesante da sopportare. interessante, bravo

Licenza Creative Commons
Opera pubblicata sotto una licenza Creative Commons 3.0