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De Profundis

Dall’Inferno a te grido, o Signore
la mia anima nel fango ho gettato
e venduto la mia coscienza
per le divine movenze
di una ballerina dai sette veli.
Nel cuor della notte odo
inumane grida che bestemmiano
e disperati canti in lingue antiche.
Caifa, l’emblema del potere
in sogno mi ha preconizzato che
presto siederò con lui sul trono
perché il Cristo è morto.
Tu Signore dell’uomo e della storia
cosa hai da dire a tua discolpa:
Eri veramente Tu, il Re dei Giudei?

 

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3 commenti:

  • Fabio Mancini il 08/08/2008 15:40
    Per entrambi: non è una preghiera, come invece lascerebbe credere il titolo che prende spunto dal Salmo 129. È invece il confliitto interiore di un'anima attratta dal Bene, ma succube del Male. Basta notare il primo verso che riprende l'inizio del Salmo e invece l'ultimo che invece è una palese provocazione, come se il Cristo non si fosse rivelato all'umanità e come se non fosse risorto dalla morte. Quella che io descrivo è però la condizione interiore di molte persone che brancolano nel buio del mondo. Ciao, Fabio
  • Cinzia Gargiulo il 08/08/2008 15:00
    Mi colpisce questo tuo grido dall'Inferno... e cerco di capirne il significato...
    Poesia ben scritta ma da leggere e rileggere per coglierne il senso.
    Un :bacio:

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