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Closciarre (er barbone)

Sempre sdraiato 'n fonno a quer vialetto
sembri er padrone de Villa Borghese
catalogato come senzatetto
nun paghi la piggione a fine mese.

Ciai tutto lì... l'armadio è 'na panchina
cor necessario drento 'na saccoccia
cor sole che te scalla la matina
mentre la sera... te scalla la boccia

Quanno spalanchi l'occhi sur futuro
ce vedi solo affanni e prepotenza
te vie'la voja de scrivelo sur muro
"Viva la pace... abbasso la violenza".

Te senti er principino der reame
hai rinunciato pure a legge' l'ora
magnanno solo quanno che ciai fame
'na coerenza e 'n core che t'onora.

E poi 'n ber giorno te ne sei ito via
lascianno du' righe scritte a  matita
come na barca che lascia la scia
hai chiuso er cancello grosso della vita.

"Ve lascio tutto quello ch'è de tutti
così voi  nun dovete  litiga'
l'arbero der bene che da' i frutti
a chi è capace de sapello cortiva'

'Na trapuntina azura co' le stelle
da rimboccavve sulle cianche rotte.
'Na luna de latte e quattro ciambelle
da 'ntigne ner bicchiere della notte.

Ve lascio la purezza de le crature
co'locchi affamati de la curiosità
che senza peli e senza sfumature
ce 'nzegneno er mestiere de campa'.

L'unico conto che ho sempre sardato
è quello salato della libbertà
che pago a rate da quanno che so'nato
e che ve lascio come eredità!!"

 

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5 commenti:

  • giuliana marinetti il 05/05/2009 21:14
    cara Sabrina è bellissima e forte di sentimento la tua poesia,
    io sono romana e mi ricorda Trilussa,
    ho scritto una poesia in dialetto ( er telefonino) spero che ti piacerà ciao madrenatura(giuliana)
  • francesco muscarella il 13/09/2008 09:45
    Ho letto la tua bella poesia, non posso dire altro che "BRAVA".
    ciao.
  • sabrina balbinetti il 20/08/2008 15:54
    grazie aldo e grazie vincenzo come avete giustamente compreso dalla poesia è un argomento che mi sta particolarmente a cuore, a volte mi capita di rileggerla e ogni volta immagino queste persone che (spesso per scelta) hanno mandato aff... tutto e tutti e godono finalmente delle cose semplici della vita.
    un bbraccio sabry
  • VINCENZO ROCCIOLO il 20/08/2008 11:18
    Ho trovato meravigliosa questa tua poesia in dialetto, Sabrina.
    Il tema che affronti è delicato, complesso, e non è facile parlarne nel modo leggero e forte nello stesso tempo, come tu hai saputo fare.
    La tua attenzione verso che vive ai margini della società ti fa onore; se tutti avessero occhi per guardare come i tuoi e parole da scrivere come le tue, forse un primo importante passo verso la marginalità sarebbe già stato fatto.
    Grazie per aver portato alla nostra attenzione nel tuo bellissimo dialetto un tema così importante.
    Un abbraccio.
  • Aldo Occhipinti il 19/08/2008 15:08
    Ve lascio la purezza de le crature
    co’locchi affamati de la curiosità
    che senza peli e senza sfumature
    ce ‘nzegneno er mestiere de campa’.

    Una quartina bellissima, intensa e malinconina. brava: il dialetto da quel sapore locale che non guasta... anzi. Attenta quando ti affidi all'endecasillabo, devi essere perfetta, per rispetto alla tradizione: "Quattrostaggioni …l’armadio è ‘na panchina"- questo è di 12 te lo dico non per presunzione ma perchè ho notato che ci fai molta attenzione e questo ti sarà sfuggito; brava... son pochi quelli che hanno le idee chiare su cosa è poesia e cosa no!

    P. S mi hai fatto venir voglia di postare una mia poesia in dialetto palermitano!
    ciaossssssss

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