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E molti, ignari, chiaman “poesia”: rottami galleggianti a prosa tolti.

Oh, divino Gabriele
si gonfiano le vele,
nel porto di Pescara.

Nuova gente le vara
ed al vento le prepara:
le barche d’altri tempi.

E tu: ancor riempi.
E loro, stolti ed empi:
ricercan nuove mode.

Tu canta, canta l’ode,
canta le rime, oh prode:
incanta ancor l'Italia.

Canta il verso che ammalia,
cantalo in ogni dove,
cantalo e ascolta: piove!



Eppur c’è chi l’ha vista,
lì, lontano da Fiume,
l’ambrosia del tuo nume;

lì, in costa d’Abbruzzo
si gonfiano le vele,
si cozzano le chele.

Oh, divino Gabriele:
piove solo sozzura ora sui volti;

e molti, ignari, chiaman “poesia”:
rottami galleggianti a prosa tolti.

Ma tu va’: cantaci, canta d’Ermione,
canta di Pan, d’Affrico e pur del limo,
canta, canta la Forma!
Concedi ancora l'orma a questa via,
canta! fa che ritorni:
che torni al canto... nostra Poesia

 

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0 recensioni:

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66 commenti:

  • Aldo Occhipinti il 31/08/2008 17:52
    Ringrazio tutti coloro hanno postato commenti costruttivi e coadiuvanti la mia crescita intelletuale...
  • Aldo Occhipinti il 31/08/2008 17:51
    Sono graditi commenti costruttivi alla cresicta letteraria comune. Meno polemiche e offese (gravissime) gratuite.

    Grazie.
  • viviana mann il 31/08/2008 16:33
    vaj in questi commenti dimostri solo la tua profonda ineducazione. per quanto mi riguarda finisce qui quest'inutile scambio di insulti con una persona che nonostante i suoi anni continua a battere i piedi come un bimbo delle elementari. pavoneggi una cultura che possiedi solo nella forma e non nella sostanza e non cerchi di vedere più in la del tuo punto di vista. non esiste una realtà sola e univoca, ma tante verità quanti osservatori. ribadisco: aldo è una bella poesia, ma non si può continuare a postare simili ed inutili commenti.
  • Aldo Occhipinti il 31/08/2008 16:30
    Chi sa se, per esprimere questo tuo giudizio, hai letto tutto quello che è qui postato... ne dubito vivamente. cmq. metto fine a questa querelle... è inutile parlare a chi non vuol sentire, accecato dalle proprie - evanescenti - posizioni.
  • Aldo Occhipinti il 31/08/2008 16:07
    senti vaj sei proprio gonfio di superbia e di boria. Con i tuoi orpelli di parole tirati fuori dal cappello da pseudofilosofo che ti sei messo. Vorresti farci credere che la sostanza - il significato sia sinonimo del suo opposto la forma - il significante. veramente assurdo! Mha... rileggiti la mia poesia e vedi di imparare qualcosa... che, forse, non è mai tardi per provare a crescere e ad uscire dalla propria tracotanza. Dici che noi traiamo le cose dal web... tu invece, ignorantone, senza saperne nulla affermi che Pirandello fu "costretto" ad aderire al fascio, poi, con la verità sbattuta in faccia, fai una purile ricerca su internet... che mi hai qui postato. E nonostante questo continui ad affermare le tue falsità! ma per favore vah...
  • viviana mann il 31/08/2008 15:47
    errore: sinonimo
  • viviana mann il 31/08/2008 15:46
    forma non è sinonima di sostanza semmai il suo contario. ho preferito riportare il dizionario così com'è per evitare malintesi.
  • viviana mann il 31/08/2008 15:45
    A parte gli insulti, gratuiti tra l'altro,
    aspetto esteriore di qcs. determinato spec. dal contorno che ne delimita la superficie o il volume: forma triangolare, ellissoidale, cubica; la forma di una foglia, di una nuvola, di una bottiglia; la forma degli occhi, della bocca; spec. al pl., con riferimento al corpo umano: forme snelle, agili, goffe | spec. al pl., le parti prominenti e tondeggianti del corpo femminile: forme voluttuose, giunoniche; un abito che mette in risalto le forme
    2. figura vaga e indistinta: sogni popolati da strane forme
    3. fig., apparenza, sembianza: la dea assunse la forma di un cigno
    4. tipo di struttura, modo di articolarsi di una data realtà: forma di governo repubblicana, forma di investimento, di pagamento | modo di manifestarsi o di esprimersi di qcs.: una forma approfondita di conoscenza, una forma di comportamento anomala, una forma di amore, di odio; forma benigna, forma maligna di un tumore | genere, tipo: una nuova forma d'arte, di divertimento
    5. modo in cui si compie o si svolge un'azione: discutere in forma educata, trattative in forma strettamente privata
    6. stile espressivo: parlare, scrivere in forma elegante, corretta, sgrammaticata
    7. schema, struttura di un componimento letterario o musicale: romanzo in forma epistolare | genere artistico: analisi delle forme poetiche e musicali dell'800
    SOSTANZA
    1. TS filos. nelle filosofie dualistiche, ciò che permane sotto il mutare apparente delle qualità e dei fenomeni; sostanza spirituale, l'anima; sostanza materiale, la materia; sostanza increata, Dio
    Sinonimi: sostrato, substrato.
    Contrari: accidente.
    2. FO aspetto, elemento fondamentale di qcs.: badare alla sostanza e non all'apparenza | anche, contenuto, argomento essenziale di un discorso, di un testo, di un'opera letteraria: la sostanza di un racconto
    Sinonimi: essenza, fondamento, 1nocciolo, nucleo, succo, sugo.
    Contrari: apparenza, esteriorità, forma.
  • viviana mann il 31/08/2008 15:32
    fece
  • viviana mann il 31/08/2008 15:32
    qui NESSUNO ha mai detto che la forma sia più importante della sostanza!!! non si è posto una questione tra res cogitans e res extensa, tra significato e significante! solo una riflessione sul come si possono dire le cose: panino prosciutto e cacio o fragrante pane appena sfornato ed antico sapore di formaggio dei pastori con prosciutto di parma appena affettato. ma sempre panino al cacio e prosciutto è. d'annunzio, che tra l'altro non è tra i miei poeti preferiti nè ideologicamente nè come espressione, è pur sempre un grande poeta, nel senso più autentico del termine. conosceva la tecnica e la applicava. face poesia fatta ad arte.
  • Aldo Occhipinti il 31/08/2008 15:30
    se la forma non conta, sai che ti consiglio? anzichè alimentarti di cibi dai sapori e dai colori vari e multiformi, attaccati una balla flebo: tanto l'importante è la sostanza, no?
  • Aldo Occhipinti il 31/08/2008 15:26
    c'è gente che pur di non comprendere ciò che dicono gli altri e pur di difendere la propria logora posizione, dimena pugni all'aria col prosciutto negli occhi. Vaj qua mi pare che l'unico con posizioni "assolute" stile dittarioale sei tu.
  • viviana mann il 31/08/2008 14:46
    mai provato a suonare fra martino ad orecchio sulla pianola bontempi? credo di si, un po' tutti da bimbi l'abbiamo fatto per gioco. ora fatela eseguire a una persona con qualche conoscenza musicale "la forma" per l'appunto esce fuori un'altra cosa. una diversa dignità. credo che il signor vaj solo per puro spirito polemico stia continuando a darci dei fascisti e consiglio di ignorarlo, poichè ogni critica è ben accetta se costruttuttiva. inutile menar il can per l'aia. farà sempre se solo bau. (zelig di non mi ricordo quando).
  • Aldo Occhipinti il 30/08/2008 23:56
    grazie Janko
  • viviana mann il 30/08/2008 23:17
    dare del fascista a d'annunzio è non capire assolutamente nulla del contesto storico di quello che solitamente si definisce ventennio. un movimento talmente ampio che trae origini agli albori del nuovo secolo. sarebbe come definire fasciti i futuristi. da ignoranti e basta. non si può separare la produzione artistico-poetica dal contesto storico dal quale è generata. in pochi avevano capito agli inizi cosa fosse realmente il fascismo, molti alla marcia su Roma, guardatevi le foto, salutavano a pugno chiuso, gli stessi che un paio d'anni dopo presero controvoglia grossi boccali d'olio di ricino. d'annunzio fu confinato nella sua bella villa tra agi e vizi, ma pur sempre confinato e guardato a vista e cosiderato pericoloso. un intellettuale è sempre pericoloso. ma la poesia di aldo è altro è un tributo alla forma.
    io personalmente ho sempre preferito il significato al significante. ma ripeto per mettere un punto alla questione: studiate prima di sparare attribuzioni. analizzate bene il contesto.
  • viviana mann il 30/08/2008 23:17
    dare del fascista a d'annunzio è non capire assolutamente nulla del contesto storico di quello che solitamente si definisce ventennio. un movimento talmente ampio che trae origini agli albori del nuovo secolo. sarebbe come definire fasciti i futuristi. da ignoranti e basta. non si può separare la produzione artistico-poetica dal contesto storico dal quale è generata. in pochi avevano capito agli inizi cosa fosse realmente il fascismo, molti alla marcia su Roma, guardatevi le foto, salutavano a pugno chiuso, gli stessi che un paio d'anni dopo presero controvoglia grossi boccali d'olio di ricino. d'annunzio fu confinato nella sua bella villa tra agi e vizi, ma pur sempre confinato e guardato a vista e cosiderato pericoloso. un intellettuale è sempre pericoloso. ma la poesia di aldo è altro è un tributo alla forma.
    io personalmente ho sempre preferito il significato al significante. ma ripeto per mettere un punto alla questione: studiate prima di sparare attribuzioni. analizzate bene il contesto.
  • Aldo Occhipinti il 30/08/2008 23:09
    La scheda da lei postatama, Vaj, è verietera e afferma appunto che Pirandello aderì senza essere obbligato, differentemente da quanto da lei affermato sulla mia pagina di profilo; per quanto riguarda d'Annunzio quanto già spiegato credo sia sufficente per mettere luce sulla mia posizione. Mai acclamato il fascismo da d'Annunzio. Io rigetto con disgusto sia la Mafa che il Fascismo e continuo a non capire e a non accettare il fatto che lei mi dia del fascista senza alcuna ragione (solo perchè apprezzo a ragione l'arte e l'abilita versificatoria del d'Annunzio... assurdo!) oltre al suo inserimento di commenti di cattivo gusto. Cmq, spero che questa mia ultima sia stata sufficiente a sedare ogni polemica.
    Sono graditi commenti costruttivi alla cresicta letteraria comune. Meno polemiche e offese (gravissime) gratuite.
    Grazie.
  • Aldo Occhipinti il 30/08/2008 17:10
    Signor Vaj, la informo che il suo interlocutore è laureando in Lettere Moderne e Scienze Filologiche e linguistiche; il Piarandello aderì con entusiasmo al Fascismo nel 1924 (subito dopo l'omicidio matteotti). Egli vide nel fascismo (come molti altri illusi) un movimento rivoluzionario capace di rompere le cristallizzazioni sociali, dandone un "interpretazione anarchica" - l'appoggio al regime, tra l'altro, gli fornirà i mezzi economici per creare e dirigere, nel 1925, il Teatro d'arte di Roma; pertanto è ben lungi dall'essere un "obbligato" come lei impropriamente lo definisce nel commento alla mia pagina di profilo. Comunque, per tornare al nostro "discorso", ritengo poco edificante emettere giudizi sommari su un opera e sul sua autore; la informo che la mia opera è mossa da profonde istanze formali e costitutive, tutt'altro da come lei la definisce. Può dire che le fa schifo la mia poesia, può sottolinearne gli errori e le improprietà (sempre presenti in un autore ancora immaturo come me), ma non può permettersi di definirla "fascista" e "senza principi". Come le dicevo il ragionamento mosso dalla poesia in questione, si soffrema sulla figura di G. D'annunzio poeta e sul valore "formale" della poesia: invitando a ricordare che, oltre ad un precursore di idee che porteranno il paese alla rovina, il vate di Pescara fu un grande poeta di squisità sensibilità formale e concettuale.

    Con rispetto e cordialità
    A. Occhipinti
  • Diana Moretti il 30/08/2008 11:59
    Melodia pura. Bravo. Dia
  • Aldo Occhipinti il 27/08/2008 20:00
    bella Vay.

    Malandato si, ma al massimo me ne danno 35 al posto di 29, no 55
  • Aldo Occhipinti il 27/08/2008 19:43
    io nacqui nel MCMLXXIX
  • Aldo Occhipinti il 27/08/2008 19:36
    scusi dottor Hoffman, ma perchè dovremmo essere coetanei? non ho afferrato.
  • Aldo Occhipinti il 27/08/2008 19:15
    L'LSD è prodotto sotto forma di cristalli e mischiato con eccipienti o diluito. Spesso è venduto in piccole tavolette, su cubetti di zucchero, in cubetti di gelatina o, più comunemente, in pezzi di cartoncino (di solito coperti da disegni colorati e spesso perforati in quadratini per indicare le singole dosi) sui quali è stata vaporizzata dell'LSD (i fogli di carta non vengono più immersi nella sostanza, poiché spesso il punto dove veniva fatta cadere la goccia, se ingerito, poteva provocare bad trips o comunque un viaggio molto lungo). Si stima che più di 200 tipi di tavolette di LSD di diverso tipo siano state commercializzate dagli anni '60 in poi. È noto in gergo come acido, trip, cartone.
  • Aldo Occhipinti il 27/08/2008 19:14
    ok... io ho sempre saputo che l'LSD si assume o in gocce o in appositi, piccoli "Cartoncini" che assumono il nome di "trip"
  • Aldo Occhipinti il 27/08/2008 19:01
    n. b: Lsd non è in pasticche.
  • Aldo Occhipinti il 27/08/2008 18:39
    elevi allo speculativo il tutto; oste che vede quartine nei boccali e
    poesia nella birra! quì è una questine semplice. Non ho mai anteposto la forma al contenuto; ho solo detto che
    1) la poesia è poesia anche e indispensabilmente per ragioni formali
    2) Non va considerata l'opera esclusivamente in virtù degli elementi biografici del suo autore.

    Tutto qua: pane e formaggio, niente di trascendentale
  • Aldo Occhipinti il 27/08/2008 18:16
    Mai un'opera è indipendente da colui che la compone tanto da potersi affermare che il poema è arte, mentre il poeta no... Questa è una posizione certamente discutibile. C'è chi non riesce a scindere l'opera dal contesto di vita dell'autore c'è chi, come me, preferisce anteporre il messaggio artistico al resto. Vedi, la poesia, l'arte, io la vedo come pura "illuminazione" come sentimento che va oltre i sensi e le congetture. Celebre è la frase di Mozart: "io sarò volgare ma la mia musica non lo è!" Ecco, è questo il punto; fino a quanto le scelte, il pensiero, il contesto storico di un'autore è determinante per le sue opere? E fino a che punto il giudizio biografico può inquinare il giudizio estetico? Comunque, la mia riflessione non era incentrata solo sul "poeta" ma anche e più sulla "poesia"; su cosa sia poesia e cosa no, e su cosa si fonda questa distinzione; è una distinzione concettuale o anche formale? bhe, se la risposta è "è una distinzione concettuae" allora, perchè la poesia è qualcos'altro che un semplice "genere" della prosa? per ragioni formali, ecco perchè; la poesia si distingue dalla prosa non solo per il suo significato, ma anche e sopratutto per il significante! Nessuno antepone la forma al principio; è una questione di equilibrio delle due componenti.
    Sempre il male si traveste da bene necessario, e le ideologie accettano, per questo, il sapore del sangue.
    In questo sono più che daccordo, anche se è forse preferibile un mondo fatto di ideologia che un mondo senza più coordinate (che non il profitto) come quello in cui viviamo oggi. Quì si che ti allontani dal tema della poesia, notevolmente.
    Comunque, grazie per la riflessione.
  • Aldo Occhipinti il 27/08/2008 17:14
    ho capito che questa discussione degenera in qualcosa che è lontano dal mio testo e dai concetti da esso espressi.
  • Aldo Occhipinti il 27/08/2008 16:37
    Eppur c’è chi l’ha vista,
    lì, lontano da Fiume,
    l’ambrosia del tuo nume;

    Ti rispondo così, Vaj - non bisogna inserire in categorie forzate il "tutto" - ogni esperienza intellettuale va vista nella sua complessità. Si, stiamo parlando d'un pensatore che - specchio del suo tempo - si lasciò andare agli oscuri entusiasmi presaghi di sciagure future. Vogliamo dire a scuola che d'Annunzio anticipò il fascismo? che era un esteta presuntuoso che disprezzava le masse? che era un esaltato futurista che vedeva nella guerra nazionale la grande speranza? Diciamolo, lo dobbiamo dire. Ma non bisogna dimenticare la "grandezza" del poeta che oscura la misera ombra dell'uomo - la grandezza d'un musico della parola capace di incantare, la grandezza e la sensibiltà d'un Grande poeta che seppe disegnare immagini e melodie di maestosa bellezza. Lontano da Fiume, lontano dagli aerei della Grande Guerra, lontano dal disprezzo de "le vergini delle rocce" lontano dall'ombra fascista che macchiò l'uomo, ma non il poeta.
  • Aldo Occhipinti il 27/08/2008 16:28
    bhe, il dicorso è questo e ve l'espono con una similitudine. Pensate la poesia come una città, una delle nostre secolari città... girate per il centro della città - magari la vostra - e vedrete come i secoli si accostano dialogando tra loro... continuando un'unico ordito... modificando, aggiungendo istanze moderne, ma calandosi dentro quel contenitore, nel rispetto di quel contenitore. Allora, ecco: c'è la strada che ripercorre le mura antiche, lì si accostano e si sposano edifici arabai, cattedrali normanne, palazzi rinascimentali, inserti barocchi e manieristi, ville e giardini settecenteschi, grandi teatri dell'ottocento... tutto questo dialoga, eredita, rivede, e dice la sua calandosi nel contesto. Poi arrivò il breve secolo buio che è il novecento (poco prima, forse) arrogante e presuntuoso che spacca tutto, taglia la città e la lacera, fregandosene - più o meno - di quello che c'era prima, di "cosa" diceva, tramandava - stratificamente - quel prima... e così fece con tutto: il "positivo"; credè di poter dettare nuova legge dall'alto della propria "scienza". Un tempo per fondare una città occorreva un rito religioso... oggi, basta il freddo rigorismo di un piano di costruzione. Bhe, forse è un paragone forzato, ma la stessa cosa è successa - secondo me - alla poesia... nei secoli la tradizione è mutata, ereditando e aggiungendo, lavorando sulla fusione, non sulla "giustapposizione forzata" sul traviamento, sul rifiuto totale di continuità... ma il novecento ha spazzato via tutto, come la Via della Conciliazione ha stravolto il profondo "significante" del Colonnato di San Pietro... e con questa citazione urbanistica romana, chiudo questo volo pindarico di similitudine... Spero di non essere stato troppo oscuro. Poi... bisognerebbe approfondire il discorso dicotomico Prosa/poesia... alla prossima similitudine!
  • Aldo Occhipinti il 27/08/2008 15:55
    sarei io il poeta analfabeta con la rima desueta che urla? spero di no, perchè in nè urlo nè urlerò e mai mi compiacqui di stare assiso in trono. Che vuoi che faccia, il verso a Montale per dirti: per la poesia basta un cuore e un pezzo di carta? forse che si, forse che no... di certo un dì c'era una distinzione tra prosa e poesia che ora non v'è... spero non sia questo poco chiaro... se è ciarlare... ai posteri l'ardua sentenza
  • Aldo Occhipinti il 27/08/2008 14:05
    in tua terzina incantenatata e chiusa
    in quel verso isolato:
    caro Vaj sai cos'è nata, a che s'è fusa?

    musa novella, in un canto quietato.
    Ti dico e non mento
    è questo il senso, il gioco oggi calato -

    è la gran distinzione - nel cemento.
  • Alessandro Cadeddu il 24/08/2008 15:34
    anche io non mi trovo molto d'accordo con la poesia senza ne metrica ne rima.. anche perchè secondo me è più difficile scrivere in rima, trovare combinazioni evolute e complesse.. passa a leggere la mia, se ti va.. ciao
  • Aldo Occhipinti il 23/08/2008 19:28
    già, sabrina- secondo me bisognerebbe ben distinguere prosa e poesia... dall'avvento dell' "era montaliana" s'è perso il senso di questa distinzione. Apprezzo molto la tua poesia, per esempio, per questo, perchè ha una sua logica metrica, uno stile formale, oltre che eleganza, belle immagini, concetti e morale...
    Qui in qs sito ho letto una valanga di non-poesia... di aforismi concettuali mascherati da lirica... di pezzi di prosa attaggiati da poesia... la cosa mi da un fastidio immenso. Alla POESIA cò che è della Poesia!
  • sabrina balbinetti il 23/08/2008 16:05
    forse hai ragione caro aldo si è perso il senso assoluto della poesia l'evoluzione è spesso involuzione...

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