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IL CIECO

Il cieco mosse il passo
All’interno della propria impronta,
la sua mano annaspò nel calore,
le lacrime disegnarono
la pianta della sua anima,
il passo sicuro
e nel buio,
i colori cambiarono la loro impronta,
e le visioni nei ricordi
si mischiarono
all’inizio della partita delle visioni,
il mondo veniva disegnato
dalla mano sconosciuta,
ladra benefattrice sgusciante
e amante nelle notti sicure,
il cieco disegnava il mondo
desiderando amore,
il cieco scoprì il tempo del buio,
il cieco vide la luce nell’oscurità,
crepitò il suo cuore
e annaspò nella sua cecità,
un altro passo
e vide senza occhi
chi dormiva
tra lampi di mozziconi di sigarette,
un altro passo
e vide un bambino che scalava l’aria,
un altro bambino che era aria,
un altro bambino che svaniva nell’aria,
all’interno della sua anima bruciata dalla morte
il cieco scoprì il sorriso
accarezzato dal fuoco,
scoprì l’amore
nei sensi sviluppati,
la gente ballava freneticamente,
scontri mortali nelle strade
dissanguati corpi
tremano sull’asfalto,
l’amore vaga e incontra nell’incontro
il cieco vaga
alla ricerca di uno sputo di Cristo

 

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