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Poesie morte

Poesie i cui destinatari non son
che veri falsi e sinceri traditori.
Penso serio sì ch'ancòr esse posson
palesare emozione a altri auditori.

Paura a rileggerle, esterni i moventi
qual fùor loro ancestrali genitori.
Sì che si noti perizie morenti, un
poeta tracciante linee e non colori.

 

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7 commenti:

  • Emanuele Perrone il 18/11/2011 01:12
    originale di contenuto complimenti
  • vasily biserov il 29/09/2010 11:35
    belle parole... bravo!!
  • loretta margherita citarei il 28/09/2010 19:42
    molto ben strutturata bella
  • Alfredo Caputo il 08/09/2009 10:58
    "Paura a rileggerle".. acuta riflessione su un sentimento ed un approccio dell'artista nei confronti del suo mondo poetico alquanto comune.. bel componimento, ben curato e dal linguaggio ricercato, non per questo formale o pedante.
  • Ugo Mastrogiovanni il 11/09/2008 19:36
    Molto convincente e ben proposta.
  • Flavio Burni il 11/09/2008 00:55
    Un poeta deve tracciare linee. I colori deve metterceli chi li legge. Altrimenti è un asettico dispiego di niente. Il tradimento poi vien da sè, la staticità non esite.
  • laura cuppone il 29/08/2008 19:02
    la poesia arriva al cuore..
    non sempre del vero destinatario...
    ma di chi comprende la medesima emozione
    e non da nome alla sua mano...
    le poesie non penso muoiano...
    anzi...
    ma a volte
    quando non si prova più la stessa emozione che si é provata per scriverla...
    non la si riconosce
    e come estranea non si ospita più volentieri...
    bella osservazione...
    Laura

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