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Uno sguardo all'orizzonte

Un volto ed un altro ancora
una mano stringe l’altra,
lo sguardo fisso all’orizzonte,
sà di niente.

La terra si allontana,
lasciando alle spalle,
i ricordi, le umiliazioni,
le sofferenze, la fame,
quella che nemmeno un cane sente
se ha un padrone.

Schiavo di se stesso,
triste e malnutrito corre,
addosso ancora quel vestito,
intriso di sudore,
sopra ad un corpo arrugginito,
passano le ore.

La Luna regala il suo
chiarore, nel silenzio
di quel mare.

Amico mio fraterno
io vengo dall'inferno,
vado e non mi fermo,
io sono un clandestino,
con stretto in mano un sogno.

Cerco il mio paradiso
Insieme a questa barca,
galleggia il mio destino.

 

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6 commenti:

  • Cinzia Besaldo il 11/11/2009 22:20
    Bella l'intenzione di accostare il corpo alla ruggine e sono pienamente d'accordo con Augusto la chiusura è splendida.
    Bravo.
  • augusto villa il 22/11/2008 14:17
    Bella... non c'è che dire!... Molto belli i versi della chiusa... Complimenti!
  • Fabio Mancini il 01/09/2008 15:38
    Complimenti per una tematica che a molti da fastidio.
  • lucia cecconello il 31/08/2008 18:37
    La speranza e il sogno di una vita migliore rischiando anche la vita.. Bella bravo ciao
  • Vincenzo Capitanucci il 31/08/2008 14:18
    Una luna silenziosa... in un silenzio da amare... passando dall'inferno... svela il paradiso...

    è un destino...

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