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Tàniez cacov

(Lente lente fugite, noctis equi.)

Luce e buio, buio e luce
fila Cloto, Atropo cuce;
il tempo fugge senza scuse
benevolo -se pure- solo alle Muse.

"Dhé, cavaliere, qual ansia v'appressa?
sì tosto la mia veste bianca ho dimessa,
la vostra fuga m'ingiuria e mi vessa:
tutto trasmuta, non son io la stessa."

"Del tuo pesare poco mi cale,
quando un dì più forte senti 'l tuo male
allora invochi il mio negletto passare;
tale io corro da mare a mare."

"Merzè per me, Messere, Signore,
detieni la corsa delle tue molte ore!
Le dita reco ancora rosse di more,
memori di trastulli che m'empiono il core".

"Ara pei frutti del tuo orto,
mieti il lascito d'un seme morto,
a sorti alterne, pianto e conforto;
tale io corro da porto a porto."

"Cheta, amico, il tuo rapido passo;
ieri eri innanzi, volavi basso!
ecco, t'arrivo e... Ay lasso!
Frode d'Arianna scordata in Nasso..."

"A querula voce non pongo mente,
repente e presto volgo a Ponente;
disponi l'animo a legge che non mente:
tale io corro di gente in gente."

"Se scappi sì bieco-
il mio ricordo teco;
che se Amore è cieco,
ben piange, e qual eco!"

"Or sì m'aggrada la tua prece,
ché niente cangia gutta, invece,
di norma ch'altrui dispose e fece.
Sì comanda ch'io scorra fugace
manda il gaudio finché ti piace
amore o amistà a questo soggiace:
tale io corro di pace in pace."

 

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1 commenti:

  • Dolce Sorriso il 04/09/2008 10:53
    davvero senza parole,
    alla faccia di chi dice che i ragazzi d'oggi sono immaturi,
    dontinua così

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