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L'aquila

Sentivamo dagli scogli
il lamentarsi lontano
del convento

Quando un’aquila ghermì il ragazzo
e lo condusse in cielo

Qualcuno di noi levò le braccia in alto,
l ‘aquila scese
lasciò il ragazzo libero

Allora il gioco fu ripreso:
di nuovo qualcuno si dispose all’abbraccio

L’aquila, ingenua, offrì se stessa
scese a terra...

In molti si scatenarono :fatela fuori, ammazzatela, ammazzatela

Il piccolo cranio pelato gettato a terra
con la scure, con la scure...

Quel cranio era forse il mio?

Poi dell’aquila... non rimase
traccia alcuna

 

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5 commenti:

  • Enrico Ferrini il 13/09/2010 20:02
    Non so... ha qualcosa di bello ma mi lascia troppi dubbi a lettura ultimata
  • alberto accorsi il 08/09/2008 21:17
    Si tratta di un sogno al quale ho tentato di dare una forma poetica. No so qual'e sia l'essenza dell'aquila, ne se ve ne sia una, o solo una. In ogni caso, L'uomo, come genere, non ci fa una bella figura.
  • sara rota il 08/09/2008 17:20
    Ermetica con un po' di velata suspence...

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