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Anarchia

Guardiamo il mare scorrere
come gocce di vita
su di un finestrino che si chiude
cingendo un paesaggio che puzza

Guardiamo le onde infrangersi
e come insetti rincorriamo il panorama
schiantandoci su di un vetro
unto
di dita di uomini
di impronte digitali

Guardiamo il cazzo di mondo
contorcersi in conati di vomito
rigurgitando natura
ripudiando la semplice evoluzione
del caos

Guardo me stesso
rivolgermi a me
inconcludente
svuota parole vuote
sul niente

ma prima o poi

lo so che potremo
un giorno tranquillo
in una solita estate
noiosa
veneziana

immaginare
contemplare
fantasticare,
creare universi sbattendo la testa sui muri

 

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8 commenti:

  • Sonia Di Mattei il 20/10/2008 15:44
    linguaggio moderno, sciolto, d'effetto. Bella la prima parte, cresce nella seconda e una chiusa perfetta.
    Bravo
  • rebekka banshees il 13/09/2008 07:13
    non che sia brutta, ma la narrativa ti riesce decisamente meglio...
    scommeto che pensi il contrario!
  • Riccardo Brumana il 13/09/2008 02:46
    carina niente di più...
  • Ethel Vicard il 12/09/2008 17:46
    creare universi sbattendo la testa sui muri non mi sembra male come idea. Direi che ci sta dentro. Ottima.
    Forse così magari ognuno si creerebbe il proprio schifoso mondo per poi "viverci" come meglio crede.
    Già me lo immagino. Sei miliardi di universi paralleli che litigano tra di loro per il primato universale cercando disperatamente l'anarchia.

    Sarà sempre troppo tardi. Questi idioti quando finiranno le munizioni per le armi e avranno distrutto ogni cosa troveranno qualcos'altro sul quale vomitare le loro idee bastarde.

    Alla fine vincerà la natura distruggendoci tutti in una notte di inverno. E l'uomo sarà ancora convinto di aver creato e trovato il paradiso.

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