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morbo de arzaimer

“L’avevo visto…ma dove l’ho messo? …
Come po’ esse’…stava proprio qui,
capita a tutti l’attimo der fesso…
ce penzo doppo... mejo anna’ a dormi’!

Come se chiama la dirimpettaia?
Ma porca l’oca me lo so’ scordato…
a Ostia c’è la sabbia o c’è la ghiaia?
…me levo ‘sto majone…so’ sudato!”

“Rena’ co’oggi è la quarta lettiera…
c’avemo er gatto che fa le sabbiature…
che te sei ‘nnammorato da’ cassiera?…
Te manno affan…viaggio co’ la Vera-Turre!”

“C’avrà raggione ‘sta povera donna?...
A…si, è mi’ moje…me sento affaticato,
sembra de sbatte su ‘n muro de gomma
so’ come ‘n “Zingarelli” ciancicato!

Nun me ricordo guasi più nisuno
me manca la favella…la parola.
Provo a conta’…. me fermo sempre a uno..
mo’ ch’ero ito ‘n penzione …bella sòla!

Pare che m’hanno messo ner cervello
un “minipimer” acceso a immerzione
..”frullato de neuroni”..è proprio quello
che io me sento da pranzo a colazzione!

‘N dove me trovo?’Sta strada è ‘n salita
me porta a casa o dar pizzicarolo?
Me so’ giocato pure ‘sta partita…
l’ho perza a tavolino io da solo!

Adesso m’hanno portato in ospedale
me devo pijà ‘n par d’etti de pasticche
nun me ricordo più perché sto male…
e conto meno der due de picche!!”

 

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8 commenti:

  • Pablo X il 19/09/2008 17:41
    E si a giocare con la vita si perde sempre, grande poesia sabrina.
  • VINCENZO ROCCIOLO il 17/09/2008 14:28
    I drammi della vecchiaia, della pensione, del non contare più niente, dell'essere dimenticato da tutti, l'angoscia di non ricordare più niente: tutto questo c'è nella tua poesia, Sabrina, e, con il tuo dialetto e il tuo tocco delicato e commosso, anche un dramma può diventare un modo per sorridere, anche se resta l'amaro in bocca.
    Sei meravigliosa, e poi "sò come 'n Zingarelli ciancicato" è un'espressione di una tale bellezza... !
    Ma come ti vengono certe espressioni?
    Un abbraccio a te cara... mannaggia, non mi ricordo più il tuo nome!
    Non sarà mica er morbo de arzaimer!!!!!!?????
  • Gabriele Sancarlo il 15/09/2008 11:43
    La sofferenza per questa terribile malattia ha ispirato dei versi a tratti ironici...
    Sdrammatizzare non può che aiutare..
    Brava...
  • Anonimo il 14/09/2008 23:58
    Malattia devastante e destabilizzante, per chi vive vicino a queste persone...
    anche se il dialetto romanesco ha provato ad alleggerire la pesantezza del tema, ci è riuscito in parte, perchè questa piaga è troppo triste e attuale...
    Brava Sabrina, come sempre.
    ciao
    Angelica
  • laura cuppone il 14/09/2008 23:12
    tristissima
    d'effetto
    bellissima in dialetto
    molto vera
    mi é piaciuta.
    ciao Laura
  • le fabbriche dismesse il 14/09/2008 22:48
    Ho visto questa malattia da vicino sulla nonna della mia ragazza... devastante!!! Tu riesci ad alleggerirla con un po' d'ironia... sei stata molto brava.. non era facile riuscire a non cadere nel banale.

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