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Giuda

Irriconoscibili
le mie traversie
per una sola Persona
sono fiori di sabbia.
Il sonno mi abbandona.
Le aperte eresie
la rabbia
s'infrangono orribili
nel mezzo uniforme.
Nenie di rapaci
picchettano la fronte
nel mancato riposo.
Voraci, loquaci
il ciuffo ribelle
alla sorte, sorelle
ruffiane, sornione
per fame, per pavida incuria
giovenche
precoci, prolassi di vulve
morbide al tatto
svettanti all'olfatto.
Mi prende il dito
nel guscio di noce
quel refolo
il lezzo atroce
di sterco nel campo.
Non c'è scampo
al vizio.

E va cantando
alla vita, sospesa ai Tuoi piedi
la mia testa di impiccato,
al futuro che solo Tu vedi,
al mio presente dimenticato.

 

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4 commenti:

  • Giuseppe ABBAMONTE il 16/09/2008 13:57
    Audaci gli accostamente, rivelatori di un porofondo tormento itneriore. È quella la fonte da cui scaturiscono i capolavori.
  • Nicola Saracino il 15/09/2008 17:31
    Cara Angelica, un'analisi singolare è quasi dovuta per un tema così singolare. Grazie per la "dualità consapevole": significa che mi segui con attenzione.
    Nicola
  • Anonimo il 15/09/2008 16:29
    Nicola,
    in ogni tua poesia, leggo una spiccata dualità consapevole...
    l'ultima parte, poi mi ha lasciato una tristezza indefinibile..
    questo presente dimenticato... mi lascia un'amarezza nell'anima..
    a volte è meglio conoscersi meno, la sofferenza è minore...
    mi perdonerai, se di ogni poesia, faccio un po' un'analisi singolare, ma è un po' così per tutti...
    scriviamo di ciò che ci trasmette..
    ciao
    Angelica

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