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L’ULTIMO UOMO SULLA TERRA

Era rimasto solo da quasi quattro anni,
il mondo aveva cominciato ad ignorare la scomparsa dell’uomo,
divorandone le città e gli insediamenti,
cancellando le tracce della civiltà umana,
e sancendo la rinascita della natura, il trionfo del verde,
l’apoteosi del riso divino nel fragore delle onde nell’infinito oceano.
il sole tramontava indifferente
sui quasi quattro anni di solidarietà al concetto
di resistenza contro il tempo,
resistenza all’inevitabile,
che l’uomo attuava strenuamente.

Poi un mattino decise che era ora di finirla.

Scelse la spiaggia che frequentava da bambino,
circa quaranta anni prima, un lembo di dune e arbusti,
dove si intravedevano i resti di una passerella di legno,
come mausoleo e iniettandosi il violaceo veleno nelle vene
sembrò sorridere
avvinghiato alla morte
mentre diveniva un’orchidea d’ombra e luce

 

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2 commenti:

  • Rocco Burtone il 12/07/2009 15:41
    Forse non ho capito: mi sembra senza ragione... senza senso. Forse sbaglio
  • Anonimo il 10/02/2009 19:02
    Non avevo mai letto niente di tuo,
    poi mi hai incuriosito xchè hai lasciato un commento ad una mia poesia.
    Anche questa non è una poesia...
    Ma un pensiero abb. caotico!!!

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