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l'eredità

Ve vojo aricconta’ de ‘n fatto strano
che m’è successo quarche anno fa.
Fui convocata a studio ar quinto piano
da un Notaro amico de papà.

La casa era de lusso piena de ‘mpicci
tutti d’argento…arazzi sopra er muro
divano cippendalle… lazzi, frizzi….
e mobbili antichi de ‘n marone scuro!

Na signorina vecchia come er cucco
me fece accommoda’ su ‘na ssedietta
de fronte a ‘n angioletto ‘n finto stucco
tra odori de scartoffie e de violetta.

“È stata chiamata pe’ ‘n’eredità
de quelle che nun se ne sa mai gnente
così da oggi se po’ ritrova’
quarcosa ‘n mano p’aiuta’ la ggente!”

Detto così… m’aveva ‘ncuriosito
e stetti zitta pe pote’ ascorta’
quale che fosse lo scopo dell’invito
‘n dove er Dottore voleva anna’a para’!

“All’interno de ‘sta cassa c’è ‘n tesoro
chiuso a doppia mandata cor lucchetto
ce stanno li sudori der lavoro
de chi ha vissuto co’ l’onore ‘n petto!

Se deve conzidera’ la fortunata
quella che è stata scerta ‘n mezzo ar mazzo
apprezzerà sicuro… ‘sta trovata
ma nun s’aspetti certo ‘n ber palazzo!”

“Me dica sor Notaro faccia sverto
che c’ho er pupetto a letto co’ ‘a pertosse,
me sembra de capi’ che l’ha già aperto…
‘sta partita a scacchi è senza mosse!”

“Questa è la chiave…è arivata l’ora
d’entra’ ‘n possesso de ‘sto granne dono
che chi ce l’ha nun ha capito ancora
de come a vorte SEMBRO…ma nun SONO!”

Tra ‘na coperta fatta all’uncinetto
ce stava quella tazza ‘n po’ sbeccata
er macinino e ‘n vecchio corsetto…
la bibbia de pelle tutta conzumata

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5 commenti:

  • giuseppe gianpaolo casarini il 17/08/2015 15:30
    Decisamente brava.. degna di Trilussa e Pascarella
    complimenti
    ggc
  • libraio che legge il 17/09/2008 15:55
    Bella la poesia, ed anche il commento che invita... a farsi da parte, dice tutto.
    A parte ciò complimenti vivissimi leggo delle poesie veramente belle, umane, spiritose, e sempre godibilissime. Un saluto
  • Fabio Mancini il 17/09/2008 15:23
    Non sono bravo come Vincenzo, però se ti accontenti di poche parole, ti dico: Grazie, Roma, che ci hai dato Sabrina. Ciao, Fabio
  • sabrina balbinetti il 17/09/2008 15:15
    grazie di cuore vincenzo... mi sono commossa per questo tuo commento graditissimo
    un abbraccio da roma e dar core de roma(così sono stata ribattezzata)
  • VINCENZO ROCCIOLO il 17/09/2008 15:06
    Apparentemente, ed ad una lettura superficiale, le tue poesie, forse anche perché scritte in dialetto, possono dare l'impressione di essere leggere, di trattare temi a volte anche futili; ma, ad una lettura attenta, a parte la tua grande versatilità e il riuscire a far poesia su tutto (anche sull'imbuto!), quello che mi colpisce sono i messaggi profondi che riesci a dare, con garbo, con semplicità, con modestia, con la tua vena ironica e spesso anche malinconica.
    In un altro commento ti ho già detto che spesso la poesia dialettale ha una considerazione minore, quasi come se fosse una forma artistica meno considerata, meno nobile. Io sono di parere opposto: i dialetti sono la vera ricchezza linguistica di una nazione, la vera forma di espressione popolare, ed è per questo, e te lo ribadisco ancora, che io ti porterei come esempio di quali grandi traguardi poetici si possono raggiungere con questa forma nobilissima di scrittura.
    Grazie Sabrina: grazie per il tuo farmi pensare, per il tuo farmi sorridere, per il tuo riuscire a rendere leggere anche le cose più pesanti, grazie per il tuo essere così come sei, perché, ne sono sicuro, tu sei lo specchio di quello che scrivi, e allora so che sei intelligente, divertente, fantasiosa, sensibile, profondamente umana.
    Questo nostro mondo, che diventa sempre più freddo, arido, tecnologico, disumano, ha bisogno di persone come te.
    Ti ammiro, e ti abbraccio con affetto.

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