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L' arrogante umanità

Cos'è questo dolore profondo che si fa strada tra le pieghe della mente,
prima ancora che tra i cavernosi recessi della carne?

Cos'è questa nefasta essenza che si ramifica in germogli di disperazione,
questa arrogante protuberanza della follia che annulla l'essenza stessa del vivere?

Sento i miei pensieri espandersi inutilmente nel torbido fluire
di una umanità indifferente e distratta,
li vedo tornare a me privati della loro calda luce,
della loro ragion d'essere,
svuotati della loro stessa forma e sostanza,
miseri resti di quella che un tempo fu l'espressione di un'anima.

Ma quale vivere
se attraverso lo spazio ed il tempo,
tra occhi indifferenti e ostili?

Quale vivere .
se la mia voce è solo un suono disperato,
una distorsione modulata dal vento che rimane sospesa
tra l'inutilità ed il vuoto più assoluto?

Maledetta è la mia anima,
che si perde nei tetri spazzi della sensibilità,
prigioniera di un amore abortito anzitempo,
fragile ramoscello che un solo pensiero negativo può spezzare.

Maledetto sono io che ancora credo nella menzogna,
che ancora sollevo il calice della libertà lordo del vostro non credere,
del vostro vivere di voi stessi,
ben consci che la vostra arroganza alla fine vincerà.

 

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1 commenti:

  • ELIO RIA il 07/09/2006 18:46
    Una poesia molto forte, potrebbe fare il miracolo, se letta, di scuotere il torpore e l'insensibilità dell'umanità.

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