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A Giacomo Leopardi

In punta di piedi
ritorno,
con un po' di rimorso,
a Te, Poeta.
Nel soggiorno in penombra,
dall'ampia vetrina un vecchio libro
traggo e... Leggo “I Canti”.
Lascia che io ti chiami con il tuo nome:
Giacomo.
Compagno fosti della mia fanciullezza,
fratello, amico.
Con te mi confidavo
e tu mi comprendevi
ed ogni tuo verso nel mio cuore infondeva,
malinconia pacata,
e musiche dolcissime.
Compagno fosti
dei miei anni migliori.
E sempre ricordo,
quando sul candore di quegli anni,
versai le prime lacrime
e ti parlai,
a me accostando,
la vecchia copertina di un quaderno
che ti rappresentava
e sempre, non ci fu mai una volta
che non ottenni da Te
solidarietà.
Ma, dai vent'anni in poi,
quando fui grande,
intendo dire, adulta,
intesi che la vita,
in fondo, non era così rea,
e qualche ora di felicità,
nel breve arco della vita,
non avrebbe disdegnato
concedere a noi, mortali.
E fu così, che un po' ti trascurai;
lessi altri poeti, anch'essi infelici,
ma, forse, un po' meno di Te.
Fortuna, che tra voi poeti
non esiste l'invidia.
Adesso, però ritorno a Te,
perché troppe di cose cattive
ne ho vedute, sentite
e troppe amarezze ho provato.
Con lo slancio dell'anima mia
io, ti dico: ”Giacomo avevi ragione:
l'esistenza è dolore.”

 

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7 commenti:

  • Davide Bertini il 27/04/2009 15:52
    Brava Giuseppina! Il significato è profondo e molto bello: la tua opera mi ha colpito. L'unica cosa che riguarderei è il linguaggio: in alcuni punti sembra più un racconto piuttosto che una poesia.
  • Anonimo il 28/03/2009 18:11
    È triste immaginare quest'uomo come semplice polvere.
  • morena paolini il 31/01/2009 23:55
    È vero! La vita da poche ore di felicità e qualche giorno di amarezza! Fra l'uno e l'altro ci sono momenti di media serenità. Anche noi, poveri pastori erranti continuiamo a chiederci, luna... che fai? Bella riflessione la tua. Morena.
  • Sonia Di Mattei il 30/09/2008 17:54
    non è tra i miei poeti preferiti, non sono mai riuscita ad amarlo come lo ami tu, forse perchè non mi è mai stato presentato come hai saputo fare tu.
    Bella dedica
  • Maria Lupo il 30/09/2008 17:25
    Io continuo ad amarlo più di ogni altro, non per la sua infelicità ma per aver capito le speranze, le gioie e il dolore dell'uomo e averli espressi in opere che danno felicità per la loro bellezza - e la davano anche a lui.
    Grazie, Giuseppina.
  • Nicola Saracino il 30/09/2008 15:58
    Sì, fra i poeti non esiste l'invidia. Giacomo non invidiava nessun umano: era divino. Né alcuno potrebbe invidiarlo: è fuori portata per chiunque. Decisamente tanto. Mi inchino al Leopardi e bacio la mano a te per qualche minuto Sua sacerdotessa.

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