PoesieRacconti utilizza cookie, anche di terze parti, per personalizzare gli annunci. Per informazioni o negare il consenso clicca qui.     Chiudi

IL GRIDO DELLA FARFALLA

Umanità apparente,
umanità falsa,
umanità dolente,
umanità senza cuore,
umanità senza umanità.
Solo le farfalle
sanno volare leggere
sopra le teste
dell'umanità senza umanità,
solo le farfalle
sanno posarsi sui fiori delicati
e portare su altri fiori
il polline dorato,
essenza di vita, di amore,
di scambio reciproco.
L'uomo non vede più le farfalle,
non annusa più i fiori odorosi,
ma vede spesso solo le ali
di uccelli di ferro minacciosi
che scaricano bombe
o sentono l'odore di cumuli
di spazzatura lasciati
a marcire per le strade.
L'uomo non ama più il suo simile,
l'uomo corre
non si sa per andare dove
e lascia dietro di sé
un puzzo di marcio,
una scia di falsità
e fogli di un niente chiamato denaro.
L'uomo ha imprigionato le farfalle,
ha tagliato loro le ali,
e il grido di dolore
di chi è rimasto farfalla
senza trasformarsi in uomo
trafigge l'udito di chi sa ascoltare
e scuote le coscienze
di chi ancora crede nell'amore.


Ringrazio la mia amica Ada Firino che, con la sua poesia "Apparenza", mi ha dato lo spunto per scrivere queste riflessioni.

 

1
9 commenti     0 recensioni    

un altro testo di questo autore   un'altro testo casuale

0 recensioni:

  • Per poter lasciare un commento devi essere un utente registrato.
    Effettua il login o registrati

9 commenti:

  • Francesco Garofalo il 22/07/2010 15:16
    molto bella, complimenti
  • Anonimo il 19/04/2009 01:18
    piaciutissima. Romeo.
  • loretta margherita citarei il 12/03/2009 06:23
    bellissimi concetti, ho letto di una poesia scritta da un ragazo prigioniero in campo di concentramento al tempo dei nazisti, parlava di una farfalla, un testo che mi commuove ogni volta che lo leggo. è verità la grande perdita dei valori, ma è anche vero che la farfalla si nutre di speranza.
  • Anonimo il 19/10/2008 20:44
    L'uomo stesso, uccide e annienta il mondo, il proprio fratello, senza rendersi conto, chen così faccendo uccide anche se stesso...
    il mondo è marcio, non è facile stare alloggiato qui, anche perchè, l'unica alternativa per il momento non m'interessa...
    ma quanta difficoltà, nel sopportare, nel stare a guardare, mentre tutto va a...
    belle riflessioni le tue Vincenzo...
    però diciamo la verità... quante belle sorprese ci riserva questa scarna ma pur sempre meravigliosa vita..
    non sei d'accordo?
    Angelica
  • Maria Lupo il 16/10/2008 01:03
    C'è sempre molta passione e chiarezza nelle cose che scrivi, chiami le cose con il loro nome e riesci a rendere poetiche anche le realtà peggiori
  • Dolce Sorriso il 15/10/2008 23:52
    quante emozioni
    bravissimo Vince
    un bacione
  • Aedo il 10/10/2008 22:54
    Bellissima poesia, Vincenzo: l'umanità ha reciso le sue ali, accontentandosi di un'esistenza amorfa, piatta, priva di slanci e vere emozioni. Così non si cura di chi muore in un marciapiede, ma vi passa accanto incurante. E io mi chiedo: dove siamo giunti? In gioventù speravamo in utopie ammalianti, credevamo che i deboli un giorno sarebbero stati accettati e i loro pianti asciugati. E invece ci troviamo a riflettere impotenti su una società dal volto di automa...
    Sono vicino al tuo modo di sentire e ti capisco dal profondo del cuore, Vincenzo.
    Un abbraccio
    Ignazio

Licenza Creative Commons
Opera pubblicata sotto una licenza Creative Commons 3.0