username: password: dati dimenticati?   |   crea nuovo account

Studiando la storia conosco me stesso purtroppo non imparando niente

Studio la storia
per conoscere tutti i me stesso

Assassino
Santo
Ribelle
Martire
Depravato

Tutti coesistono

dagli abissali abissi
alle cime del mio essere

non potrò cambiarla

Potrò provare
affidandomi alla luminosa luce
portata in eventi

dal vento onnipresente

a cambiare
qualcosina di me stesso

Spostando
liberando
dalle dune della morte
qualche granello di vita

sbloccando
qualche cadavere in luce

dalle mie sabbie

rossastre di sangue
in ruggine

eternamente mobili immobili

 

0
7 commenti     0 recensioni    

un altro testo di questo autore   un'altro testo casuale

0 recensioni:

  • Per poter lasciare un commento devi essere un utente registrato.
    Effettua il login o registrati

7 commenti:

  • Anonimo il 21/11/2011 21:13
    Molto bella, complimenti! Il significato è davvero molto profondo...
  • Vincenzo Capitanucci il 12/10/2008 17:19
    Nei versi “Studiando la storia conosco me stesso purtroppo non imparando niente” Capitanucci fa un’analisi dei segni e dei codici provenienti da se stesso, della sua storia, quella che ognuno di noi scrive con il passare degli anni. Usa tecniche di scomposizione e ricomposizione che lui stesso evidenzia nei cinque soggetti nei quali s’identifica: << Assassino, Santo, Ribelle, Martire, Depravato>, quel suo universo rappresentato, con speciale riguardo per il tempo (…dagli abissali abissi alle cime del mio essere&hellip e lo spazio (…luminosa luce portata in eventi dal vento onnipresente&hellip. Una poesia alla ricerca continua di sicurezza e forza, retaggi di azioni, mutamenti, desideri e speranze. Adotta strategie di comunicazione che gli occorrono per scrollarsi di dosso quella “ruggine” e quelle “…sabbie… eternamente mobili immobili”, che spesso troviamo nella dinamicità delle sue innumerevoli opere, nate dalla spontaneità di un autore infaticabile e capace, quale ha dimostrato di essere fino ad ora.
    Con affetto.
    Ugo Mastrogiovanni
  • Moni Flà il 11/10/2008 01:13
    non so neppure come si aprono i messaggi privati, pensa te! grazie comunque Vincenzo. un abbraccio.
  • Vincenzo Capitanucci il 10/10/2008 07:09
    Sinceramente Simona... non ho ben chiaro... questa storia dei diritti d'autore... prova a chiedere allo Staff... o a Fulvio Musso... il nostro grande novelliere... lui sa molte cose... ed estremamente cordiale... dovresti forse aprire per questo i tuoi messaggi privati...
    Ti ringrazio per tutti i tuoi commenti.. grazie...
    un grazie ed un bacione abbraccio anche a Elena... per far riemergere l'io che più amiamo... wow..
  • Moni Flà il 09/10/2008 21:43
    rileggendo il mio 2º commento mi rendo conto che mi sono espressa di un maleeeeeeeeee. spero di essere stata chiara comunque...
  • Moni Flà il 09/10/2008 21:42
    vorrei una dritta, se posso. Giacchè sono nuova da queste parti, non so bene come funziona il tutto. Io non ho i diritti d'autore sulle mie poesie... rischio di perderle? perché mi é apparsa una pagina che non mi é piaciuta, nella quale mi si diceva, di una mia poesia, che non potevo modificarla, cambiarla o nn so che, e che potevom solo recitarla in pubblico e cose così... che sto facendo?
  • Moni Flà il 09/10/2008 21:39
    ti vedo in queste vite passate, nonostante non ti conosco affatto, ma x quel poco che posso aver capito di te. Un assassino, perchè uccidi la superficialità di un mondo ormai povero di contenuto, un santo ribelle martire, io direi, come Jacques De Molay, carico di valori, morto per farli valere, depravato perchè guai se un poeta non lo fosse! Pensa a Bukowski, a Baudelaire, a tutti i bohemien... depravati, si, ma quante emozioni! Vincenzo, grande!

Licenza Creative Commons
Opera pubblicata sotto una licenza Creative Commons 3.0