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Papà, la famiglia, le stelle e il pane di Messina

Papà ritornava tardi dal lavoro,
spesso con l'ultima corriera
una dolce creatura lo attendeva
in giardino
sommessamente pregando.
Nel cielo blu cobalto
tremolavan le stelle
che non eran silenti,
nemmeno indifferenti,
nemmeno fredde.
Anche noi bimbi attendevamo...
E poi... Finalmente,
scorgevamo la vettura:
era la numero otto.
Papà scendeva:
ne riconoscevamo l'abito,
blu, quasi nero
e la sua statura
e il suo passo leggero
e le su borse;
la mamma, respirava di sollievo
noi bimbi gli andavamo
incontro correndo
e quando gli eravamo vicini,
io, birichina,
salutandolo, gli chiedevo:
“Da dove vieni, papà?
Vieni da Roma?
Da Messina? O da Capo d'Orlando?”
Ed egli sorrideva...
Poi, abbracciandoci così mi rispondeva:
“Lo sai, monella, che vengo da Messina.”
Giunto a casa, papà abbracciava la mamma,
le dava un bacio.

Sulla veranda c'era un piccolo tavolo
papà vi poneva le borse:
una serviva per l'ufficio
e l'altra per eventuali piccole spese.
Dalla seconda traeva alcuni
pacchetti fatti di carta gialla rigatina
oggi in disuso.
E da ciascun pacchetto,
veniva fuori il pane:
un pane soffice, dorato,
fresco, appena sfornato e c'era, tra le forme,
una lettera che somigliava alla esse
ed una alla emme
e c'era un pesce panciuto
e poi un maggiolino,
un paperino, una tartaruga,
una banana.

Ora eravamo felici:
ognuno prendeva il suo pane,
quello prescelto.
E lo si gustava il silenzio
sotto le stelle, all'aperto
ed era un pane speciale,
perché preparato a Messina.

 

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8 commenti:

  • Cinzia Gargiulo il 07/11/2010 12:25
    Immagini intime e delicate, ricordi di famiglia che hai condiviso con noi in una poesia estremamente delicata che "sa" di buono e "odora" di genuinità.
    Molto bella!...
    Un abbraccio...
  • Isaia Kwick il 28/07/2009 23:28
    Mi hai dato immagini di una terra lontana e anche se non ci son mai stato mi sembra di aver vissuto in quella strada e visto la vettura numero otto.
  • Ugo Mastrogiovanni il 30/10/2008 19:18
    Una delicata, dolce rassegna di un passato indimenticabile; versi genuini dal profumo di quel... pane appena sfornato.
  • Dolce Sorriso il 14/10/2008 23:41
    bella
    poesia di cuore piaciuta
    ciao
  • Moni Flà il 13/10/2008 23:14
    Grazie per aver dedicato questa poesia anche a Messina. é davvero bella, ma non solo perchè nomini la mia cittá, ma perché le immagini sono cosí familiari e tenere che basta chiudere gli occhi per viverle. Bella davvero.
  • Sonia Di Mattei il 13/10/2008 21:53
    fragranze pedute, ma che mantengono inalterato il sapore.
    bella.
  • luisa berardi il 13/10/2008 19:39
    un'immagine che adoro. complimenti.

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