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Lo stadio vuoto

Silenzio. L’incontro è finito.
La gente gli spalti ha lasciato.
Lo stadio era tutto esaurito
e adesso è del tutto svuotato.

Trascorsi son pochi momenti
da quando la folla vociante
gli sguardi avea tesi ed attenti
sull’arbitro e sull’attaccante.

Sei solo. Ma sempre ti resta
da viver la tua bella gara.
Il giorno, la notte, la festa,
ogni ora deve esserti cara.

L’incontro no! Non si conclude
neppure a partita finita.
Neppure lo stadio che chiude
precluderti deve la vita.

 

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4 commenti:

  • Giuseppe ABBAMONTE il 21/10/2008 13:30
    Grazie dei commenti.
    Per Solo Commenti, fa sempre piacere ricevere un commento positivo (o comunque non negativo) da un commentatore così competente ed esigente.
    Per Nicola. Gnomico ed ottocentesco, sia pure delicato, non me lo aveva mai detto nessuno. Ma sono certo sia un complimento, originale e musicale come solo tu sai fare. Percio' grazie di cuore.
    Infine, ma non ultimo, Fabio: penso che tu mi abbia fatto il complimento più bello che si possa fare ad una persona: il cercare di guardare e desiderare oltre il comune sentire è quello che credo ognuno di noi dovrebbe cercare. Io ci provo e spero sempre di riuscirci. Ma la ricerca continua...
  • Solo Commenti il 18/10/2008 15:24
    Si conferma l'abilità metrica, dimostrata qui da un accento ritmico che cade subito dopo un punto esclamativo.
  • Nicola Saracino il 18/10/2008 14:04
    Giuseppe, questo tuo essere delicatamente gnomico e ottocentesco rende inconfondibili i tuoi bei componimenti.
  • Fabio Mancini il 18/10/2008 13:18
    Versi che comunicano la buona intenzione di guardare e desiderare oltre il comune sentire. Fabio.

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