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gli aquiloni di Falluja

È troppo tempo
che si respira zolfo…
odore di guerra!
Jussef
conosce solo
l’aria
forata dai proiettili.
Da sempre
il gioco
è lo stesso
imbraccia le armi
e spara in aria
al suo nemico senza volto
al suo nemico atavico.
La vita
gli ha negato tutto….
l’odore dei cedri
che un tempo
profumava l’aria
nel suo Paese speziato
e il gioco nel cortile
a fendere l’aria
non più con un fucile
ma con un aquilone
che vola libero
sopra il cielo di Falluja.

 

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9 commenti:

  • Anonimo il 01/05/2011 23:42
    Bellissima lirica
  • sabrina balbinetti il 23/10/2008 14:23
    grazie a tutti dei commenti
    un bacio sabry
  • VINCENZO ROCCIOLO il 23/10/2008 09:32
    E il bello è che anche quando ti cimenti nell'idioma nazionale, alle prese con temi difficili come la guerra, riesci ad incidere, ad essere efficace, a colpire e ad emozionare.
    Sabrina, sei veramente brava. Un bacio.
  • Giuseppe ABBAMONTE il 20/10/2008 15:20
    È una Sarina diversa da quella delle poesie in romanesco. Un altro volto della stessa persona.
    Volto intenso, profondo, amaro. Ma indubbiamente bello.
    Triste ma vera la realtà descritta. È bene che noi tutti se ne prenda coscienza, con l'augurio che i nuovi Jussef possano riprendere a giocare con gli aquiloni. Al più presto.
  • claudia checchi il 20/10/2008 15:16
    molto.. molto. bella.. brava.. bacio.
  • Fabio Mancini il 20/10/2008 14:22
    Con stima, Fabio.
  • sabrina balbinetti il 20/10/2008 12:30
    grazie bruno, grazie marilena
    baci sabry

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