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Serata al foyer delle monache

Quando volevo sparire
dal tavolo delle suore
(solo un sorriso da offrire...)
mi chiesero per finire
se fossi lì per lavoro
ed io per avere da dire
risposi "scrittore".

Scrivo in tempi di magra
- distillo un avaro
succo di valva secca al sole -
scrivo per la leggiadra
voglia di creare
l'oggetto raro.

E subito il vecchio immoto
della mensa-focolare
dal suo glauco sbarrato
occhio tuffa nel mio piatto vuoto
storie a singhiozzo di quel che è stato.

 

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0 recensioni:

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31 commenti:

  • Anonimo il 20/11/2009 18:59
    Originale
  • Nicola Saracino il 26/11/2008 10:45
    Grazie Sonia per la "sintonia".
    Grazie Andrea. Purtroppo però, per dirla con Riccardo Fafnir, il "secondo me" che hai messo fra parentesi interrompe la scorrevolezza del tuo concetto... . Mi piacciono i commenti che non mi danno da pensare!
  • Sonia Di Mattei il 25/11/2008 22:20
    bella, mi piace molto come è scritta. Per me questa è poesia, mi piace il passo, la musicalità. Ritengo che ognuno ha il suo gusto personale, è una questione di stile, come per la musica, che è un'altra forma di espressione. Personalmente preferisco le canzoni intimiste, con testi anche ermetici, corposi, alle canzoncine leggere, che possono avere un impatto immediato, "d'orecchio", ma che difettano nel contenuto.
    Poi è sempre una questione di gusti.
    Piaciuta molto
  • Riccardo Brumana il 24/11/2008 12:47
    il nostro è solo uno scambio di opinioni, solo commenti, nessuno tratta da miserabile l'altro.
    come al solito ti dimostri più interessato alla discussione piuttosto che dalla poesia.
    non porti frutti a questo giardino e in più cerchi di soffocare la luce,
    sei come la gramigna. altro che Solo Commenti; Cerco Attenzioni ti dovresti chiamare.
  • Solo Commenti il 23/11/2008 21:10
    Proviamo a riassumere. Un autore del sito, tale Riccardo Fafnir, che si definisce "complesso e complicato", scive all'incirca che la presente poesia "Serata al foyer delle monache" difetta di scorrevolezza in quanto vi sono delle parentesi. Poi dice anche che la poesia con la p minuscola è un "veicolo" per quella con la P maiuscola. L'interlocutore, che è anche l'autore del componimento in questione, in evidente stato maniacale invoca l'unità del Logos e dichiara consapevolezza della forza creatrice della parola scritta. Così facendo tratta l'altro da miserabile (in senso poetico).
  • Nicola Saracino il 23/11/2008 09:05
    Buongiorno! Il Logos è pensiero e parola insiem. La poesia è una, noi invece siamo tanti e siamo diversi fra noi... Buona domenica.
    Nicola
  • Riccardo Brumana il 23/11/2008 01:53
    "In principio fu Verbo" è da intendere come parola-pensiero non come poesia scritta.

    non confondere la "poesia" alla "Poesia", la Poesia è un sentire che può manifestarsi in molti "veicoli" tra questi c'è anche la poesia, con tutti i suoi differenti stili.
  • Nicola Saracino il 23/11/2008 01:43
    La poesia è "al di sopra" di quello che tu individui come "forma d'espressione", "veicolo"... Ci può essere poesia nel film, nella canzone, nel quadro, perché poesia è "creazione". E tale è, non a caso, il suo significato etimologico. "In principio fu il Verbo...", e non si trattava di un semplice punto di vista.
  • Riccardo Brumana il 23/11/2008 01:22
    vedi Nicola, la poesia è una forma di espressione, un veicolo per i nostri pensieri, come potrebbe esserlo un film, una canzone, un quadro, anche una poesia è un veicolo "se proprio non vuoi usare -recipiente-" ma qualsiasi di queste forme possono raccontare emozioni-storie differenti proprio perchè si possono "riempire" con contenuti differenti..
    non vedo niente di offensivo nel separare il messaggio dal "veicolo", è solo far un'analisi più attenta di quanto si ha davanti.

    non ti è mai capitato di sentire una canzone con un testo stupendo...
    ma che non ti piace per il suo genere? è normale, capita a tutti.
    lo stesso può capitare con la poesia... in quanto è composta dal messaggio "il lato astratto" e da una struttura "il lato concreto".
    rispetto comunque il tuo punto di vista.
    ciao.
  • Nicola Saracino il 23/11/2008 01:02
    "Laddove", terzo rigo
  • Nicola Saracino il 23/11/2008 01:01
    Vedi Riccardo, non mi infastidisce che si critichi quanto scrivo, altrimenti me lo terrei nel cassetto o selezionerei i miei lettori. Provo però una certa pena, per la Poesia non per me, nel vederne violare i capisaldi, ladove si considera la parola come il "contenitore del messaggio". In poesia la parola non è un contenitore (significante, in termini linguistici), ma semplicemente "è" e va oltre il messaggio, è il "verbum" del Principio... . Poi. quanto alla "scorrevolezza", le frasi fra parentesi, la disposizione dei versi, e tutti gli altri possibili accorgimenti fanno parte della libertà di espressione di chi scrive.
    Io non dubito della tua sincerità, né di quella di Giuliano. Ma a volte un pensiero espresso sinceramente può far danni alla poesia, come li fa la pubblicazione di un brutto componimento.
    Non so se Giuliano abbia ragione. Se ti riferisci al "commento idiota", sfido chiunque a capire se chi ne è l'autore ha ragione o torto. Tu lo hai capito? Buon per te.
    Con rispetto per la tua persona ma almeno altrettanto per la Poesia. E grazie per avere controbattuto alla mia risposta.
    Nicola
  • Riccardo Brumana il 23/11/2008 00:40
    Nicola, una poesia è un messaggio, è un'emozione "il contenuto", racchiusa nelle parole "il contenitore".
    i saggi non sono scorrevoli, le poesie invece possono esserlo, la tua non lo è.
    non dico che una poesia Deve essere scorrevole, dico che per me se è scorrevole è meglio "senza frasi tra parentesi ad esempio".
    questione di gusti, io ti ho esposto il mio, in modo sincero e rispettoso.
    ma se a te infastidisce non tornerò più a commentarti.
    ... ma in questo caso avrebbe ragione Giuliano.
    ha ragione?
  • Nicola Saracino il 23/11/2008 00:24
    Caro Riccardo, permettimi di commentare il tuo commento.
    Una poesia non è "buona nell'insieme" perché o è un insieme o non lo è (ed in quest'ultimo caso non è poesia).
    Una poesia non è "buona nei contenuti" perché in essa non è possibile distinguere "contenuti" e "contenitori".
    Una poesia non deve essere "scorrevole alla lettura", perché non è né un saggio, né una relazione e neanche un racconto.
    Ti ringrazio comunque!
    Nicola
  • Riccardo Brumana il 23/11/2008 00:15
    buona nei contenuti, poco scorrevole alla lettura.
    una buona poesia nell'insieme.
  • serena ricordi il 10/11/2008 12:25
    bella, diversa. mi piace il tuo stile, riesco a vedere con la fantasia l'ambientazione.
  • Solo Commenti il 09/11/2008 23:52
    Superbo (il componimento, non l'autore).
  • Nicola Saracino il 07/11/2008 01:33
    anzi, commento idiota
  • Nicola Saracino il 07/11/2008 01:32
    commento ermetico, carta da scimitarra
  • giuliano paolini il 06/11/2008 20:35
    ricordo a tutti gli amici commentatori che ci troviamo di fronte ad un saracino abile nell'uso di scimitarre e di facili incazzature vedete di non farlo accendere che poi spegnerlo si fa duretta
  • Giuseppe ABBAMONTE il 04/11/2008 07:35
    Ispirata, sottende un misto di compiacimento ed autoironia. Gustosa l'immagine del vecchio non vedente che vede e fa guardare molto lontano.
    Non so perchè, ma traspare anche un non so che dii autobiografico, quasi che il foyer dei religiosi sia stato davvero frequentato dall'Autore.
    Nicola, con questo componimento, ha già creato l'oggetto raro, ma speriamo non si accontenti e ne ci delizi con altre delicate perle ricche di grazia.
  • Giuseppe ABBAMONTE il 04/11/2008 07:35
    Ispirata, sottende un misto di compiacimento ed autoironia. Gustosa l'immagine del vecchio non vedente che vede e fa guardare molto lontano.
    Non so perchè, ma traspare anche un non so che dii autobiografico, quasi che il foyer dei religiosi sia stato davvero frequentato dall'Autore.
    Nicola, con questo componimento, ha già creato l'oggetto raro, ma speriamo non si accontenti e ne ci delizi con altre delicate perle ricche di grazia.
  • Nicola Saracino il 01/11/2008 13:25
    Le rime non sono mai né troppe né poche, e le strofe sono come i figli: tutte uguali cara serena... se è poesia è un tutto unico, altrimenti non è poesia e non vale la pena leggerla più volte. Prendere o lasciare, riconoscere o disconoscere. Grazie per aver letto con interesse e... rileggi una sola volta ancora, ad alta voce.
    Nicola
  • serena ricordi il 01/11/2008 12:10
    la seconda strofa è bella, troppe rime nella prima, comunque bravo. l'ho letta più volte
  • Vincenzo Capitanucci il 30/10/2008 10:14
    Vacche magre... nella malva... una vacca grassa... singhiozzante... in un prato vuoto...

    Son glauco... che storia... Nicola...
  • Nicola Saracino il 29/10/2008 09:00
    Sì. Il vecchio custode, presenza fuori scena, ha voluto trovare uno scrittore. Grazie o attentissime lettrici... Nicola
  • laura cuppone il 28/10/2008 23:55
    l'ultima strofa
    é la chiave della poesia... secondo me...
    che azzarda la spiegazione dello scrivere
    poichè é concetto astratto
    dettato dal momento... ma scrivere é vivere
    per chi lo fa distillando"succo di valva"per creare l'oggetto raro...
    ... lo scrittore in fondo lo sa..
    che é l'oggetto che troverà
    lui... se vorrà...
    ciao Noci
    laura
  • Anonimo il 28/10/2008 22:32
    Ciao Nicola
    la seconda strofa è quella che mi è piaciuta di più.
    Un scrivere ermetico che affascina..
    ciao
    Angelica
  • luisa berardi il 28/10/2008 22:02
    ... bravo... bellisima.

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