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Data pubblicazione 06/11/2008       Numero di letture 383 letture     Commenti ricevuti 4 commenti     Su Facebook     Su twitter
Autore: Carlo Diana
4 voti

Padri distratti

pochi giorni felici
io e te
tieniti quelli

non serbarmi rancore

ci stanno nel taschino
ce l'hai un taschino?

e stringi il  pugno
per non perderli

tintinnano qulche sera di luna scema
di pub noiosi e facce piatte
grosse moto, house a manetta, il gincola
s'ammosciano sul viso ombroso

te li rigiri un po' nelle  dita
vedrai che brillano
picchiettano i polpastrelli
limano  musei di pietra

non serbarmi rancore

è un'eternità che sto lì ad aspettarti
in quei giorni prigioniero

 




4 commenti:

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  • Rocco Burtone il 29/06/2009 13:35     [segnala un abuso]
    Veramente carina e sofferta.
  • Carlo Diana il 06/11/2008 15:44     [segnala un abuso]
    grazie, graditi i commenti
  • Sonia Di Mattei il 06/11/2008 13:25     [segnala un abuso]
    una manciata di giorni felici possono bastare a non serbare rancore?
    Una vita intera può bastare a non perderli anche se si stringe il pugno?
    Molto bella la tua poesia
  • Nelida Ukmar il 06/11/2008 12:18     [segnala un abuso]
    Struggente questa "Padri distratti".

    A volte si riesce a perdonare, altre volte si salta dalla finestra.
    Possiamo scegliere. Abbiamo scelto di non serbare rancore.
    Pochi giorni felici, molti a stringere il pugno e alcuni a osservare impotenti chi non ha saputo picchiettare i polpastrelli e fischiettando passare avanti.
    nel



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citazioni di Epicurohanno detto...

Per molti le ricchezze acquistate non hanno rappresentato la fine, ma solo un mutamento delle loro miserie

Epicuro

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