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Padri distratti

pochi giorni felici
io e te
tieniti quelli

non serbarmi rancore

ci stanno nel taschino
ce l'hai un taschino?

e stringi il  pugno
per non perderli

tintinnano qulche sera di luna scema
di pub noiosi e facce piatte
grosse moto, house a manetta, il gincola
s'ammosciano sul viso ombroso

te li rigiri un po' nelle  dita
vedrai che brillano
picchiettano i polpastrelli
limano  musei di pietra

non serbarmi rancore

è un'eternità che sto lì ad aspettarti
in quei giorni prigioniero

 

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6 commenti:

  • mauri huis il 24/01/2012 20:41
    Bella, molto vicina alla mia esperienza e sensibilità.
  • GiuseppeCristiano Merola il 10/09/2011 23:29
    Buona poesia - Ritrovo delineato il mio profilo - o meglio il profilo di un pezzo della mia vita!!!
  • Rocco Burtone il 29/06/2009 13:35
    Veramente carina e sofferta.
  • Carlo Diana il 06/11/2008 15:44
    grazie, graditi i commenti
  • Sonia Di Mattei il 06/11/2008 13:25
    una manciata di giorni felici possono bastare a non serbare rancore?
    Una vita intera può bastare a non perderli anche se si stringe il pugno?
    Molto bella la tua poesia
  • Anonimo il 06/11/2008 12:18
    Struggente questa "Padri distratti".

    A volte si riesce a perdonare, altre volte si salta dalla finestra.
    Possiamo scegliere. Abbiamo scelto di non serbare rancore.
    Pochi giorni felici, molti a stringere il pugno e alcuni a osservare impotenti chi non ha saputo picchiettare i polpastrelli e fischiettando passare avanti.
    nel

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