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LA LUNA DI PETER PAN

Sentirsi eterni adolescenti
o addirittura curiosi bambini
alla meravigliosa scoperta del mondo.
Presi per mano dalla fantasia,
sospesi fra le nuvole
tra favole ed eroi,
viviamo nella città dei sogni.
In fondo
siamo creature talmente vulnerabili e fragili
che finiscono per provare realmente
i sentimenti e le emozioni che immaginano.
E rifiutare di crescere,
fuggire dalle proprie responsabilità,
annullare la vecchiaia e cancellare la morte.
Tutto è ingenuità,
disarmante stupore,
poetica avventura,
tenerissima immaturità.
Avere per amici solamente
gli artisti,
gli uccelli,
gli acrobati,
gli angeli
e tutti coloro i quali
con i piedi per terra
un senso non hanno.
Viaggiare con la mente,
leggeri come piume
che non atterrano neanche senza vento,
col dono dell'immunità'
verso i problemi pratici quotidiani,
incontaminati dalla crudeltà del materialismo.
Noi siamo Peter Pan,
affetti da una sindrome cronica
che non si potrà mai curare
e che si nutre ogni giorno
di nuovi colori, nuove sensazioni,
abbiamo la luna sempre negli occhi
siam pronti a raggiungerla in ogni magico istante.
Siam veramente malati e patologici?
o forse siamo solo
più fortunati di altri,
capaci di essere noi stessi.
Credo che siamo davvero vicini a Dio
e veniamo da un mondo
che sta al di là.

 

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2 commenti:

  • VINCENZO ROCCIOLO il 18/11/2008 15:55
    Molto bella, Claudio. Io mi sento così, e anche se gli altri, i "normali" possono ridere alle mie spalle, io credo davvero di essere "più vicino a Dio", perché fu proprio Gesù a dire "lasciate che i pargoli vengano a me".
    Quando l'uomo perde la capacità di stupirsi, di emozionarsi, di giocare, di amare, quell'uomo è già morto prima del tempo; bisogna avere, come dici magistralmente tu, "la luna negli occhi", e guardare gli occhi di chi la luna non ce l'ha per capire la differenza.
    Bravissimo, Claudio.
  • laura cuppone il 08/11/2008 00:13
    restare un po' bambini dentro é fondamentale...
    per alcuni é cronico...
    un abbraccio

    Laura

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