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buongiorno

dalle stanze dei versi
hai portato via
l’amore dei sogni pulsanti
e la gioia di possederli,
la tristezza esangue
di non poterli vivere
con la speranza tenue
d’un domani oltre la soglia;
hai lasciato stanze vuote,
più vuote d’un cielo senza uccelli,
più spoglie dei rami d’autunno,
che pur hanno ancora tracce di verde;
e mi scrollo di dosso la tua anima,
cos’ aderente a mente e cuore,
con l’atroce rabbia del bottone
strappato ad un occhiello
e ho deciso di dimenticarti;
e sono nudo ed avrò freddo,
ma dimmi; non avrai anche tu freddo
senza di me?

 

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1 commenti:

  • Anonimo il 02/08/2009 22:32
    Bella! Per me finisce qui: "con l’atroce rabbia del bottone/strappato ad un occhiello"

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