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In treno

Ore 17:52, linea Padova-Venezia
come sempre viaggio in treno
lo faccio per comodità, lo faccio per l'ambiente
e poi è divertente, fai nuove conoscenze.

Anche oggi ad esempio
siamo in quattro in un salottino
di fianco a me un pazzo, sempliciotto
col sorriso stampato in viso.

Non fa che canticchiare, giocare col telefono
guardarsi attorno e scalciare
si morde le mani, si gratta la pancia
ogni tanto si blocca, mi fissa e inizia a bestemmiare.

Di fronte a me un signore distinto
elegante in doppio petto,
trafelato parla al telefono
e con compassione osserva il poveretto.

Alla sua destra la bellona,
dalla generosa scollatura
ci fissa tutti con aria stanca
il matto ride e chiede l'ora.

Lei finge, non lo sente,
si sistema il decoltè
quindi scende, sculettando,
di tutti attira l'attenzione.

È passata più di un'ora
siamo ormai tutti al capolinea
alla mia fermata, scendo anch'io
resta solo il matto, la storia per lui continua...

 

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0 recensioni:

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13 commenti:

  • Anonimo il 21/12/2011 15:39
    il treno come metafora della vita... dove si incontrano svariate persone gente di tutti i tipi... simpatica, bella lirica complimenti francesco...
  • nemo numan il 18/11/2009 04:57
    piaciuto
  • giuliano paolini il 01/11/2008 10:51
    mica male il matto ci ricorda quella parte di noi che vorrebbe dire quello che pensa sia alla culettona che all'elegantone e perche' no qualcosina da dire ce l'avrebbe pure per noi stessi.
    grazie del bel quadretto
  • enrico ziohenry il 01/11/2008 10:49
    Da studente prendevo spesso il treno e, negli anni, ne ho viste di tutti i colori. I tuoi sono personaggi reali, di quelli che si possono incontrare davvero stipati in uno scompartimento mentre si studiano l'un l'altro senza darlo a vedere. Mi piacciono. Sarebbe interessante sapere come loro vedevano te... Complimenti, ziohenry
  • Anonimo il 09/10/2008 09:02
    bella e simpatica poesia complimenti
    mi affascinano i treni fin da quando ero bambino!
  • Ugo Mastrogiovanni il 03/02/2008 11:33
    Non ho preso più il treno da quando c’era la terza classe…. ma, grazie a questa simpaticissima poesia del bravo F. Marcy, per un po’ di tempo vi ho viaggiato anch’io.
  • laura cuppone il 02/02/2008 16:39
    ... prendo il treno anch'io ogni tanto ed anche se le tratte sono brevi, le situazioni cambiano di volta in volta e sono davvero, a volte, come piccole sit-com.. tenendo conto dei ritardi, a volte le "puntate" si prolungano o continuano alle stazioni di cambio... Leggera e molto carina.
    ciao Laura
  • Riccardo Brumana il 22/03/2007 11:46
    originale e divertente, bravo
  • sara rota il 21/03/2007 21:18
    Bella descrizione, una cosa così potrebbe capitare ogni giorno a chiunque. Carina
  • LAURA B. il 20/06/2006 16:44
    come dov'è la poesia?!
    La poesia in fondo nasce nelle situazioni che viviamo ogni giorno, in ciò che osserviamo... la realtà stessa può diventare la nostra poesia.
  • Francesco Marcy il 28/04/2006 15:31
    Ciao Claudia, precisiamo che ti riferisci ad un haiku che ho commentato prima, tanto perchè gli altri possano seguire il discorso.
    Non volevo criticare la tua opera, non ti arrabbiare. Era solo una constatazione, io non sono certo un esperto di haiku, ho scoperto solo oggi cosa fossero...
    Mi spiace che il mio scritto non ti sia piaciuto
  • Claudia Costa il 28/04/2006 15:05
    tu dici che il mio haiku non è un haiku... se me l hanno pubblicata vuol dire che va bene così... e cmq la tua non mi sembra affatto una poesia!!!
  • Dora Millaci il 18/02/2006 15:21
    Si... ma la poesia dov'è?

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