accedi   |   crea nuovo account

A. A. A. Alienazione Anarco-nichilista d'Amore

Non credo più
Non posso più sognare
Nell’omero fratturato del mio corpo
Non c’è stata nessuna guerra
Per liberare la bellezza
La purezza
La libertà di scelta di Elena

Quasi tutte le guerre
Per non dire tutte
Sono nate per sordide crociate veniali
Piene di peccati mortali

Non credo più
Nelle promesse contratto di un matrimonio
Amarsi vuol dire scegliersi
Liberamente attimo per attimo
In piena libertà di coscienza di gioia

È il segreto della beatitudine eterna

Non credo più nell’uomo
Solo nel suo trascendente
immanente spirito
Nel suo Amore
Di profonda onestà
Esistente nel cuore di tutto il creato

Di questo mondo
Porto tutta l’amarezza e la tristezza
La sofferenza e la morte
In tutta la sua falsità

Ma Sono un mitico Sogno

Sono stufo
Voglio essere un gufo
Il granellino di sabbia
Affondante questa cor-azzata universo

Mellificandomi
Annullandomi
In un miele di dolcezza

La natura non sopporta i vuoti
tutto crollerà

Perchè non può fare

rimpiazzare con il niente

12

un altro testo di questo autore   un'altro testo casuale

0 recensioni:

  • Per poter lasciare un commento devi essere un utente registrato.
    Effettua il login o registrati

11 commenti:

  • Giuseppe ABBAMONTE il 28/11/2008 14:12
    Ciao Vincenzo
    mi sono mancate le tue poesie, specie quando "tiri fuori" componimenti di questo livello che generano anche in noi lettori una vera "mitica estasi".
    A presto
    Giuseppe
  • Dolce Sorriso il 23/11/2008 23:17
    che bello rileggerti grande poeta!
    un abbraccio e ben tornatooo
  • Ezio Grieco il 23/11/2008 23:08
    .. ciao Poeta, bentornato!
    mikelus
  • Solo Commenti il 23/11/2008 22:46
    Capitanucci è capace di sprazzi di vera poesia.
  • francesco muscarella il 23/11/2008 15:42
    A volte ritornano... Ciao Vincenzo!
  • Anonimo il 23/11/2008 10:35
    Ben tornato in questa tua vecchia culla Poeta.
  • giuliano paolini il 23/11/2008 10:20
    troppo spesso ci risvegliamo credendo di aver combattuto guerre epiche
    mentre si trattava di piccole scaramucce e quel che e' più serio e che non erano neppure le nostre. caro capitano dobbiamo assolutamente cominciare a distinguere i nostri campi dagli altrui il che rendera' possibile preparare quelle fantastiche distese di tulipani che da troppi secoli aspettano di sbocciare. un caldo abbraccio
  • Nicola Saracino il 23/11/2008 01:11
    Bentornato, o inconfondibile Vincenzo! N

Licenza Creative Commons
Opera pubblicata sotto una licenza Creative Commons 3.0