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Tempo di mezzo

A Pasqua si andava al mare
a respirare i primi caldi.
Corridoi di platani e fossi di canne
portavano alla spiaggia
dove le tamerici segnavano i confini
dell’asfalto coperto dalla sabbia.
Eravamo pionieri nelle vie deserte.
Le scale rimbombavano
nel vuoto e nel silenzio
della casa ancora fredda e umida.
Nei prati selvaggi
sotto il cielo percorso dalle nuvole
ascoltavamo le onde
mentre i cesti si riempivano
di erbe salmastre.
E tutto sapeva ancora d'inverno
e già d’estate.

 

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6 commenti:

  • augusto villa il 12/05/2009 10:09
    ... non dirlo a me... Marco!! 1... ti capisco benissimo... ahahah... che ci vogliamo fare?... è la vita... mannaggiaaaa!!!
  • marco moresco il 12/05/2009 09:19
    grazie augusto, sono sempre preso, passerò a trovarti al più presto
  • augusto villa il 11/05/2009 23:08
    Caspita!... è bellissima!!!
    Complimenti Marcooo!!!
  • gabriella zafferoni sala il 31/12/2008 18:15
    davvero assaporata, sa di infanzia, di trascorsi affetti, di antiche poesie da imparare a memoria, di inchiostro nero.. ma il sapore di tutto ciò, sostenuto dalla memoria, si imbelletta ed ingraziosisce perchè v'è il presente
  • marco moresco il 03/12/2008 09:28
    grazie, sì, suggestioni scolpite da qualche parte

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