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Questo infinito infingardo che sento

Ho ascoltato la tua voce antica,
sciolta nel tenue ansimare d’amore;
l’ho anche udita, parimenti amica,
tra l’ira e l’odio e sonava furore,

con dolci lemmi nel freddo hai svelato
l’arte preziosa diafana, e iemale,
mentre d’estate con verbo malato
m’ingozzasti di sabbia, e d’aspro sale.

Taci nei giorni in cui posso fuggire,
quest’inquietudine che è ‘l tuo alimento,
quest’incantesimo d’alto sentire,
questo infinito infingardo che sento.

Canta il poeta alti versi di pace
verso la luce del cielo e sorride,
mentre ricorda il tormento e la brace,
ardere il cuore nel buio che vide.

Forse è soltanto la voce d’un vile.

 

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3 commenti:

  • Anonimo il 28/11/2008 22:57
    Bella, ha un sapore antico, questa tua poesia.
    Mi è piaciuta
    Ciao Aldo
    Angelica
  • Vincenzo Capitanucci il 28/11/2008 18:13
    E un'altissima voce di valore... in una proiezione di luce... infinita...

    Stupenda Aldo... una voce antica.. nel suo ansimare.. tra tormento e brace... in Amore...
  • giuliano paolini il 28/11/2008 08:54
    ahime' l'abilita' ed il mestiere rendono l'artista pigro, le gratificazioni quando appesantiscono il braccio sono solo inutile zavorra, e la magia della creazione autentica svanisce nel mestierare

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