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athens

panico:
rumori.
strade.
clacson.
grandi pallazzi.
sguardi vuoti.
grigio.

-io non lo conosco questo luogo.-

sterminata città
talmente grande
da disintegrare l'integrità.
graduale cresce
paura di scomparire
tra un passo e l'altro.

-dov'è che son finita?-

poi il sollievo
in una piccola terrazza
al settimo piano.

quel meccanismo
che visto da lì sopra pareva
talmente ingenuo...

-ora ricordo bene chi sono.-

d'improvviso divento il corvo
che scruta da sopra
un formicaio.



per un momento soltanto avrei voluto
saltare...
e aria, accarezzarmi violentemente
in un tuffo
verso l'asfalto.

mi attacco alla vita con unghie e denti...
la ferisco.

volevo solo volare
nell'ebrezza di quella forte
emozione
dopo spiacevole
sensazione di non esistere.
più.

 

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1 commenti:

  • Adamo Musella il 05/12/2008 21:15
    Una visione da fuori di ciò che rappresentiamo, di ciò che scopriamo di essere... bellissima e piena di simbolismo, molto brava CM baci

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