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Discorso di Umberto Nobile ai compagni della Tenda Rossa

Ancora ho negli occhi la nube e la fiammata
del pallone che si squaglia precipitando,
su questa lastra bianca, nel mare abbandonata,
e con dardi ghiacciati su di essa sferragliando.

Scampammo l’inferno in quel primo impatto violento:
ma non il rigore dell’infinito e glaciale deserto;
e della compagine si leva smorzato il lamento,
che dal freddo questa tenda non ci tiene al coperto.

Quel pazzo di un lupo, quello sprovveduto
da tempo per cercar aiuto nella bufera s’è inoltrato;
e tutti sappiamo in cuor nostro che egli è perduto,
vaga e annaspa, ma su di lui il destino è già calato.

Dimenticate, oh amici, le dita congelate,
l’urlo furioso della tormenta che da fuori preme
sul rosso riparo, spezzandolo a gran sciabolate,
e il sangue che bolle, il cuore che freme.

Smettetela su di accoltellarmi con gli sguardi:
se qui pazientiamo, e intanto il clima ci da guerra
la colpa non è mia, ben lo sapete; sareste bugiardi
dicendo che io vi costrinsi a sorvolar questa terra.

Voi siete salpati dall’Italia per spirito d’avventura,
per sete di orizzonti e confini, per sfidare l’ignoto velo,
consci che nel viaggio si rischiava la sciagura:
eppure al tedio preferiste il pericolo di questo cielo.

Ascoltate: ieri fui ispirato d’alzarmi solingo all’aurora;
e sbirciando col viso stanco nel fresco mattutino
vidi quieta la piana laggiù, che ora la corrente la divora,
e il sole ergersi, e distendere il suo manto albino.

E mentre il ghiaccio fiammeggiava di scaglie colorate,
scodellando nel mio corpo un languido calore,
sentii che le forze mi erano di colpo tornate,
destatosi il mio vecchio spirito dal suo glaciale torpore.

Noi, oh compari, siamo fatti per questi freddi e questi venti
e la nostra casa per quanto sicura, presto ci viene stretta,
sicché senza il rischio e l’esplorare siamo come roghi spenti.
Non moriremo: che un’altra avventura laggiù ci aspetta.

 

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2 commenti:

  • Salvatore Mercogliano il 14/03/2010 10:10
    Molto pesante nel suo linguaggio, bella nel suo messaggio.
  • Vincenzo Capitanucci il 13/12/2008 21:42
    Bellissima... un ritorno nella tormenta.. sette settimane... ed inizia nello spirito.. un avventura Iperborea...

    Ghiacci fiammeggianti... sotto il sole.. di Apollo...

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