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Figlio

è stato un tramonto caliginoso
ma era già buio
e poi l’alba incolore
monca di luce
abbondante di tenebre,
corpo di uomo,
cuore ancor fragile,
smarrimento,
rabbia,
rancore,
silenzi eterni
mentre con l’argilla
della tua anima
modellavi tenerezze
cesellavi incastri
che da lontano
irroravo con gocce
di pianto
al fine di rendere
plasmabile
alle tue mani
quella creta,
ne è nata la meraviglia
di tenacia e dolcezza.
Hai compiuto la tua opera d’amore.
UOMO.

 

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9 commenti:

  • Vincenzo Scognamiglio il 20/05/2009 11:14
    Bella e veloce, complimenti
  • Ugo Mastrogiovanni il 12/01/2009 10:18
    Michelangelo Cervellera con questa sua breve lirica è capace di scavare negli abissi della creazione, vi si sofferma piacevolmente e riporta in superficie i segni e i sensi della sua ragion d’essere.
  • Maria Lupo il 04/01/2009 20:44
    Dopo aver letto la tua spiegazione l'ho capita meglio... avevo dato un'altra interpretazione ma la poesia è anche questo, credo. Ora la capisco e la trovo ancora più bella.
  • Maria Lupo il 30/12/2008 19:43
    Mi piace ma non riesco ad esprimere quello che sento...
    per ora ti faccio di nuovo tanti AUGURI!
  • Dolce Sorriso il 17/12/2008 00:19
    dolce e sentimentale
    bravo Michi
  • Cinzia Gargiulo il 16/12/2008 22:52
    Semplicemente meravigliosa!
    I tuoi versi sono sempre raffinati ed intensi.
    Un bacio...

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