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Incubo d'alba

Verrà il giorno
in cui, esule di vita,
siederò assopito sulla sponda
ad osservar restio ruscello,

e i suoi rigolanti rivoli riccioluti,
tra sgorghi e gorgogli,
rapiranno rapidi d'un colpo i miei pensieri
fin alla totalità di quel mare ch'agogno.

Resterò lì sopito, stupito,
quasi assente
mentre soli passando
porteran il tenue baglior di stelle.

Osserverò ancora, servile,
ottenebrati bagliori schizzare
come lapilli di un sogno
mentre la ruvida roccia maledirà la mia seduta!

D'un tratto, a tratti, vien l'alba
a mostrar il sangue dei miei graffi
che pian piano tinge delicato il cielo
mentre il sogno ora fugge all'orizzonte;

ed io resto solitaria nuvola,
piccola macchia tra 'l fuoco che infinito aumenta,
ultimo baluardo schierato
del ricordo di quella notte.

 

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3 commenti:

  • Chirio Giocoliere del Verbo il 22/12/2008 13:05

    il contrario in questo testo; l'inizio è, in realtà, un "sogno", una visione... l'alba lo distrugge. accidenti a non poter coadiuvare i testi con le immagini, se hai ancora il mio link guardala li e ragiona su quella nuvola per capire.
    un bacio alla mia più assidua lettrice!
  • Chirio Giocoliere del Verbo il 22/12/2008 13:05

    il contrario in questo testo; l'inizio è, in realtà, un "sogno", una visione... l'alba lo distrugge. accidenti a non poter coadiuvare i testi con le immagini, se hai ancora il mio link guardala li e ragiona su quella nuvola per capire.
    un bacio alla mia più assidua lettrice!

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