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Lisolo

Cieli di brace Cieli di astio
dissolvono il canto
Cieli di brace Cieli di astio
assolvono il delirio
Cieli di brace Cieli di astio
assorbono il vuoto
Cieli d’inferno Cieli gitani
inseguono un sogno…

toc- toc-

Un uomo bussò alla porta
e il sogno svanì
Un albero d’incenso
si accese in silenzio…

Passarono i giorni
e l’aria bruciò
Passarono i soldati
e chiesero il suo nome...
Tremante l’uomo masticò il veleno,
non era la prima volta
e non morì.

Bianca l’anima,
nero il corpo putrefatto
L’ineffabile destino
non vide al di là del muro.

Cieli di rabbia Cieli angusti
quell’uomo bussò
Cieli di rabbia Cieli di sale
l’anima è integra

Cieli sereni, cieli di rabbia
quell’uomo dov’è?
È lì solo
dove nessuno può raggiungerlo,
eppure è lì.
È lì solo
e resterà solo
perché è fatto così.

 

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2 commenti:

  • Ada FIRINO il 09/01/2009 12:14
    Finale triste, direi, in un contesto di solitudine e di estraneazione. L'anima è integra ma appare evidente la negazione della gioia.
  • Anonimo il 26/12/2008 16:23
    un'albero d'incenso profuma l'uomo putrefatto...

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