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Le vite parallele

Penso alle vite parallele.
La contemporaneità scioglie i nodi e l'accesso ad un'altra esistenza
che un attimo fa era irraggiungibile,
ora è solo lontano.
Nessuno mi mostra la quotidianità dei miei idoli, vivi e morti.
Forse non sarebbero più idoli?
No. Solo più umani.
Io posso stimare un uomo.
I gesti eclatanti lasciano un segno nella storia comune.
Una vita di grandi cose
è finta, non può essere reale.
La quotidianità e la costanza
lasciano un segno nella mia vita,
tatuano l'essere.
Chiedimi cosa ho mangiato,
come sto,
dove sono stata,
tutti i giorni, per anni…
Sopporta i miei malumori,
la mia stanchezza,
i miei spigoli,
dal primo all'ultimo secondo,
ogni minuto,
e dimentica.
Io non potrò mai dimenticare tutto questo.

 

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5 commenti:

  • Anonimo il 16/05/2009 16:27
    complimenti!!
  • Raffaele Giugliano il 29/09/2006 17:10
    Appassionata difesa della normalità "Chiedimi cosa ho mangiato,
    come sto".
    Mi lascia un po' perplesso la richiesta di un uomo che sopporti "i miei malumori,
    la mia stanchezza,
    i miei spigoli,
    DAL PRIMO ALL'ULTIMO SECONDO". Penso che sia umano anche perdere le staffe e litigare ogni tanto. L'importante è che dopo ritorni il sereno
    voto: 8
  • Emanuele Perrone il 04/07/2006 10:38
    bella questa poesie offre immagini interessanti...

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