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Imparare dal dolore

Anche se adesso la mia situazione è decisamente migliorata.
Mi è stata diagnosticata una seria depressione e penso che se esiste davvero un inferno io l'ho attraversato, magari non del tutto.
Infatti ho ancora molte difficolta' ad accettare questo mio presente, non ho molti amici.
Mi sento molto inadeguata in alcune situazioni e a volte penso di essere una specie di spugna, assorbo tutti gli stati d'animo delle persone, anche quelli più tragici, e me ne approprio come se tutti i problemi del mondo fossero miei.
Onestamente sono anche fiera di me stessa perchè sono riuscita a rialzarmi da terra.
Con i miei figli mi sforzo di esserle vicino ma senza soffocarli, quello che invece mia mamma con me non ha saputo fare, infatti a sei anni ero la sua servetta e confidente.
Lei scaricava su me tutti i suoi problemi e insomma ero una bambina che ha dovuto portare una montagna nel cuore e farsi forza per vivere.
Vorrei essere serena, e poter evitare che i miei figli siano sensibili come lo sono io.
Ho imparato dal dolore che ho patito sulla mia pelle.
Quella con la capacita' di risorgere, è una cosa magnifica e chi ha toccato il fondo lo sa troppo bene.
Sono riuscita a risalire la china più difficile, quella in cui mi ha gettato, chi mi ha messa al mondo..

 

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5 commenti:

  • francesco cannas il 29/01/2016 03:03
    molto doloroso quanto esprimi... spero che nel frattempo hai superato questa situazione: in te esistono le risorse necessarie per farlo... come si evince anche dalla lettura... auguri
  • claudia checchi il 02/01/2009 23:07
    grazie Alessandro del tuo bel commento... un buon 2009 Claudia
  • Anonimo il 02/01/2009 22:59
    Doloroso leggere questa tua, nella sua spietata lucidità di analisi.
    Ancora i disastri del tipo di famiglia a noi occidentali tanto caro.
    Ricordo che Huxley nella sua "Isola" propose, per bocca di uno dei personaggi, un incredibilmente attraente modello di Circolo di Adozione Reciproca, dove decine di coppie dalle età molto assortite si adottavano i figli a vicenda, con regolari rotazioni. Un tale benefico “scambio di microculture” ci impedirebbe di essere dei meri “predestinati” della felicità o dell’infelicità, dato che oggi dipendiamo quasi esclusivamente dal livello di cultura, soddisfazione, capacità, di due o addirittura una persona.
    Ma, tant’è, in attesa di costruire qualcosa di simile, non ci rimane che “imparare dal dolore”… come tu sembri fare molto bene.
    Intanto, certo del perdurare della tua rinascita, ti porgo i migliori saluti e auguri
  • claudia checchi il 02/01/2009 17:28
    Grazie Donato x essermi amico e che mi ascolti.. ero quasi in ginocchio.. con amicizia e tanto affetto.. Claudia..
  • Donato Delfin8 il 02/01/2009 17:24
    Sai Claudia che qui hai trovato tanti amici che ti ascolteranno sempre. E che apprezzeranno tutti gli spunti di riflessione che proponi. Ogni emozione che condividi con noi ci arricchisce. grazie per essere qui con noi.
    sono felice che ti stia rialzando.. ti abbraccio forte forte a presto dolcisssima

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