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Il Buon Samaritano

Giaci prostrato tra la polvere
deriso, bastonato, ferito:
sei solo lacerato fagotto
di carne umana calpestata.
Ansante, trafelato,
assorto in progetti impegnati
un sacerdote avanza
ma non ti vede: ha lo sguardo appannato
e ti lascia morente ai bordi della strada.
Frettoloso, trafelato
un "levita" passa
ma è personaggio impegnato
e non ti vede: ha lo sguardo appannato
ti lascia morente ai bordi
della strada.
Ma da infinite lontananze
uno straniero arriva
e ti vede morente ai bordi della tua-sua strada.
Lascia i suoi progetti preparati,
si ferma, si avvicina, ti sfiora,
ti solleva con fraterna mano
e sulla tua amara ferita
versa premuroso balsamo di pace.
Non sei per lui ingombrante fagotto
di carne umana lacerata.
La sua pietà ti ha ricreato UOMO.
Tu allo straniero, ora tuo amico,
doni le rilucenti perle del sorriso.

 

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6 commenti:

  • salvatore tomasello il 07/08/2009 17:24
    È la rivisitazione della molto nota parabola: evienzia bene la dimensione caritativa del protagonista, e rivaluta la vera dimensione dell'uomo.
  • giulia silvestri il 24/06/2009 13:34
    davvero molto bella, mi è piaciuto quel ripetere la stessa frase per il sacerdote e il levita, e le perle del sorriso sono davvero una metafora azzeccata
  • Riccardo Brumana il 11/04/2007 23:19
    vorrei vedere se un sacerdote non si ferma davanti ad "un'immagine" del genere. la trovo un po' fantasiosa e poco obbiettiva.

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