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L'ultimo sguardo

Catene invisibili
mi legano al suolo,
un colore denso e raccapricciante
insudicia la mia candida veste

cogli occhi
sgranati
esalo l’ultimo
respiro.

Avanza inesorabile
e sovrana,
è lei,
la Morte.

Oh, amara ironia della sorte,
che sì cara rendi infin
la vita
a chi tanto la disprezzò.

Fuggenti e sublimi,
soavi ed effimeri,
sì rammento tutti gli istanti
della mia triste esistenza,

allorchè bambino,
ancor ignaro
dell’infelice destino

della vita intonavo il dolce canto
e stregavo col mio talento
gli ingenui cuori
dei miei amatissimi genitori

E ancor ricordo

il crudele Destino,
orribil padrone,
impietoso riscossor
dell’altrui tomba

quando, sfrecciando nel ciel,
come una bomba
mio padre giunse
a prelevar.

Ed or qui, infelice
e solo,
vinto dalla stanchezza,
cado e cedo.

Al ciel appartiene
Il mio ultimo
sguardo.

 

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2 commenti:

  • Don Pompeo Mongiello il 22/11/2011 16:03
    Molto piaciuta nello stile e nella forma. Complimenti!
  • Zeta Zeta il 04/10/2009 20:24
    oi oi che triste questa.. chissà dove hai preso ispirazione

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