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Vade retro

(Per Chiara e per tutti noi)

I bigotti insorgono con grida
o ti carezzano con mani macchiate
dell' estratto di pancia di zanzara
con cui profanano il Corpo Mistico

Signore, tu che hai reso fecondo
il sacrificio di una nonna
che ha preso su di sé i peccati
di tutti gli ipocriti

fa' che le formiche si nutrano ancora
di ostie rubate ai forni vaticani,
e noi di verità

 

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0 recensioni:

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17 commenti:

  • tanya belletti il 09/03/2009 15:12
    E tu Nicola.. nutri la poesia, la tua penna non si ferma mai! come uno spadaccino sferri colpi di "SacroSanta"verità! BRAVO
  • Jack Foglia il 20/01/2009 13:04
    Innanzi tutto ti ringrazio del commento che hai fatto alla mia poesia.
    Interessante e piena di significato questa tua;
    la purezza di chi ricerca la verità, ad ogni costo, con la forza del proprio cuore, anche se è difficile a volte, quando ci sono troppe formiche intorno!
    Nutrirsi di verità, essere se stessi ad ogni costo, anche del sacrificio!
    Condivido in pieno la ricerca della verità.
  • Nicola Saracino il 18/01/2009 17:46
    Sì Giuseppe, dici bene. L'ipocrisia non sta mai nei toni e negli approcci più o meno violenti, sta tutta invece nei contenuti. I toni e gli approcci degli ipocriti sono cangianti, modulati a seconda della necessità di inoculare veleno. Beh, sono i toni del male. Anch'io gradisco questo tipo di scambio di idee. Grazie anche ad Ugo. Alla prossima occasione. Nicola
  • Ugo Mastrogiovanni il 18/01/2009 11:54
    Pregasi leggere: Certo, non bastano pochi versi a sviscerare l'argomento,
  • Ugo Mastrogiovanni il 18/01/2009 11:52
    Il titolo mi riporta alle parole di Gesù; "Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che rassomigliate a sepolcri imbiancati…”. Certo il bigotto è un ostentatore di falsa religiosità che non mette in pratica nessun dettame vangelico e bene ha fatto Saracino a ricordarcelo con la solita linearità del suo comporre. Certo, non bastano pochi versi a sviscerare, ma sono sufficienti a farci guardare con attenzione…anche a questi soggetti.
  • Giuseppe ABBAMONTE il 18/01/2009 10:36
    Grazie a te Nicola
    condivido il tuo pensiero, peraltro, come sempre preciso e documentato.
    Ribadisco di non avere nulla contro chi usa espressioni dure, contro chi ha idee diverse dalle mie, e trovo giusto, anzi necessario, che esse vengano espresse. Guai il contrario.
    È solo che tali espressioni non mi appartengono, preferisco altri tipi di approcci meno violenti, a mio avviso più costruttivi (ma non per questo ipocriti).
    Ma che forse, come ancora una volta e con il tuo solito profondo acume fai notare, non possono trovare spazio in chi prova forti sofferenze interiori. Le quali vanno senz'altro rispettate.
    Nicola, credo che questo scambio di idee sia stato davvero utile e, per quanto mi riguarda, oltremodo gradito.
    Buona domenica
    Giuseppe
  • Nicola Saracino il 18/01/2009 09:33
    Grazie Giuseppe.
    Dalla lettura del Vangelo mi accorgo che sono i miracoli a discendere dalla fede, non la fede dai miracoli. Dai finti miracoli, invece, discendono orride superstizioni, dal che si comprende la cautela con cui la chiesa cattolica considera tutti i fenomeni "portentosi" (spesso sanguinolenti).
    La ricerca della verità, anche se attraverso espressioni dure, quando avviene nella buona fede e nella sofferenza interiore non dovrebbe offendere nessuno. L'ipocrisia invece è sempre offensiva: non a caso è l'unico peccato contro cui Gesù si indigna apertamente ed usa parole di fuoco ("guai a voi...".
  • Giuseppe ABBAMONTE il 18/01/2009 07:32
    Dunque Nicola
    ho letto la poesia "Bigotta" da cui hai tratto lo spunto per questa tua nuova opera, pregevole e ben confezionata, come al solito.
    Devo dire che "Bigotta" non mi è piaciuta molto. Per carattere non amo gli strali troppo violenti e diretti, che possono offendere invece che far riflettere, e che quindi rischiano di essere controproducenti.
    Per esempio, trovo gradevole, non offensiva, la satira che la Litizzetto fa la domenica sera su RaiTre in cui chiama "Eminence" il Papa, in cui critica le prese di posizione della Chiesa contro il sesso, dicendo che "di Iolanda non è mai morto nessuno" e così via. Le trovo divertenti, non offensive, talvolta addirittura delicate e, di conseguenza, le considero un costruttivo invito al dialogo, alla riflessione.
    Strali violenti, posizioni di rottura, non mi appartengono e non li trovo costruttivi.
    Ciò non toglie che riconosco l'indubbio forza espressiva dell'autrice, peraltro come sottolinei, molto giovane.
    Ma sopratutto, come dicevano gli illuministi, sarò sempre schierato a favore di chi, pur non condividendo le idee dell'altro, combatterà fino alla mote perchè l'altro possa esprimerle. E mi pare che la tua poesia sia una richiesta al Signore di adoperarsi, anche lui, in tal senso.
    Con la solita stima
    Giuseppe
  • Vincenzo Capitanucci il 12/01/2009 04:19
    Anche senza la Bigotta... che è una colomba motta... la poesia di Nicola è fruibilissima... nella frutta fluida della Luce... d'un corpo Mistico...

    inciampo un po' sulla nonna... vorrei che fosse la mia Donna... ma forse la Nonna... è un archetipo... ar che tipo... di una Donna atavica alata... o arcaica... dell'arca...
  • Anonimo il 12/01/2009 03:35
    N,
    ho dato ragione a Solo Commenti ed ho provveduto anch’io a salvare la poesia "Bigotta"
    La tua invece come tutte le altre è “la mia nuova, piena, fragorosa” …”verità che attraversa nel buio” come il sogno che attraversi ora. E
  • Nicola Saracino il 11/01/2009 22:47
    Sinceramente... non per sfiducia sai... ho già provveduto a stamparla! N
  • Anonimo il 11/01/2009 20:11
    L'autrice Chiara promette che non avverrà mai questo. L'utente Chiara non la cancellerà.
    Io ringrazio Nicola. E questa poesia è bellissima e tremendamente vera. Mi lascia un sorriso ed un po' di amarezza.
    "... e noi di verità." Tutto è detto qua.
  • Solo Commenti il 11/01/2009 19:28
    Trovo avventata la pubblicazione di un'opera la fruizione della quale richiede la lettura preliminare non solo di un'altra opera, ma anche dei commenti espressi. E se l'autrice Chiara decidesse di cancellare dal sito la sua poesia "Bigotta"?
  • Nicola Saracino il 11/01/2009 14:55
    Ho parlato di Santa Chiara e San Francesco... perché tutto si confonde, come dici tu... ed è nuovo. N
  • Vincenzo Capitanucci il 11/01/2009 14:41
    Ho letto bigotta... ma io parlavo di Santa Chiara e di San Francesco... e poi tutto si confonde.. i nomi ritornano... per vivere ancora qualcosa dinuovo... sperando di uscire dal giro... di questi eterni ritorni... che danno alla testa... un male... vizioso...

    V
  • Nicola Saracino il 11/01/2009 14:18
    Ha 17 anni, può ancora sposare Francesco... Cerca la sua poesia "Bigotta". N
  • Vincenzo Capitanucci il 11/01/2009 14:12
    Terribili fornaci dai forni vaticani... olocausti in millenari...
    per altro mi ricorda la poesia di un nostro amico del Sito... che aveva scritto fa... Ma donna zanzara...
    per cui diremo... beata l'ignoranza... che con poca ragione crede ancora ai Dei dei miracoli... rendendoli ancora raramente possibili... c'è troppo scettiscimo... nella conoscenza umana... propongo uno scisma... per ottenere un Corpo Mistico...
    Non sono un veggente... non vedo nessuno o quasi... ma mi aspettavo questa tua poesia... Caro Nicola... bellissima... per di più...
    A se Chiara avesse sposato Francesco... forse le cose del mondo immondo andrebbero meglio...

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