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Sonetto del tempo estinto

Camminando da solo per l’amare
vie d’un cinereo verno, e stanco, e algente,
ti ripensai. E ratto un Che, e fuggente
mi colse, mi rapì; mi mosse al mare.

Delle tue rilucenti iridi e care
avea esso il color, vago e struggente;
Ivi il gentil tuo volto ed orïente
mi sorridea: e mi fea sospirare.

Tutto nel tempo mi trasse incantato
in ch’io per te d’amore caddi vinto.
Mai quell’amor ti dissi. E il dolce manto

mai delle labbra tue sfiorai, piegato
dal tuo certo noler. Ma adesso è estinto
quel tempo: e di te sempre avrò il rimpianto.

 

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2 commenti:

  • Giuseppe ABBAMONTE il 05/02/2012 11:44
    Un vero sonetto, in cui, nel rispeto del tempo estinto, hai voluto ricorrere all'italiano antico. Con risultati estremamante gradevoli.
    Davvero bello.
    Giuseppe
  • Anonimo il 25/01/2009 20:38
    È splendido... davvero un sonetto ben scritto... i miei complimenti!

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