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L'esibizione

A poco servirà, mah... fallo uguale;
sfoga sopra agli scogli tutta la rabbia.
Facci sapere quanto... e se lo sei,
vivi... e non ti pieghi a questa sorte;
è dura accettarla eppur... si che si può
lasciar la vita e il corpo senza trovare
ne Tu
e nemmeno gli altri che stan cercando,
un senso e una risposta che sia di pace.
Forse mi sto sbagliando, e non è rabbia
è solo un’esibizione spettacolare;
la stessa, che replicando, Tu mandi in onda
con tutta la compagnia che sta laggiù.
Purtroppo... in mezzo al pubblico spettatore,
c'è sempre qualcuno che si fa incantare
fino arrivare al punto che ha la parte...
e subito, tra di VOI, c'è un nuovo attore.
Quando il sipario cala... e Lui s’accheta,
applauso non ce nè... son tutti zitti;
al massimo c'è qualcuno che lancia un fiore
e quando ritorna a casa... ha un anno in più.
Amavi tanto il mare... e gli hai
regalato la vita.

 

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5 commenti:

  • Ugo Mastrogiovanni il 11/02/2009 14:48
    Marcello Barbuscio è un uguale tra gli uguali, la sua umiltà traspare anche quando si corruccia riflettendo. I suoi versi danno voce all’oracolo della saggezza e lo fanno con classe.
  • Patrizia Cremona il 07/02/2009 23:35
    COMPLIMENTI!
    MI PIACE IL TUO STILE...
    È UN PASSAGGIO MAGICO
    TRASFORMA... I NOSTRI SEGRETI IN POESIA.
    I NOSTRI SOGNI IN REALTA'..
    BRAVO
  • Anonimo il 28/01/2009 11:03
    Bellissima.
    nel
  • Anonimo il 27/01/2009 15:22
    provaci...
    Aurora
  • giuliano paolini il 27/01/2009 09:31
    ci sono momenti nella vita in cui tutto il quotidiano non basta più
    a nulla servono gli incitamenti, le carezze le pacche sulle spalle gli elogi
    pare quasi che tutto contribuisca ad un inutile e gravoso gonfiore dalle parti dell'orgoglio che per un po' sembra avere un dolce sapore ma piano piano finisce
    per suonare sempre più inutile in quanto non ti sposta in nessun luogo, anzi ti rende sempre più statico e bloccato nel bearti di cibi stantii e scaduti.
    a questo punto suona un benefico allarme e devi scuoterti, girarti intorno, allontanarti per avere spazio, poiche' solo creando spazio hai una prospettiva
    e per farlo non puoi permetterti il lusso di riposare
    finche' ti muovi le cose le vedi un po' in lontananza e riesci a valutarle inoltre gli anni passano e il tempo per capire e' sempre più scarso.
    certo il compito diventa ogni giorno sempre più gravoso, ed abbandonare il comodo divano e' duro assai ma non cessa per questo il conflitto in atto nel tuo
    antro più nascosto e puro.
    buon lavoro caro socio e che sia il più difficile e arduo e che la sfida possa risvegliare quelle voglie di autentico che pare muovano i tuoi passi in questo gennaio di piogge e nevicate come non si vedevano dal 1700.

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